Passo San Boldo, la strada delle gallerie tra storia e natura

28 settembre 2026

Strada tortuosa con tornanti e gallerie scavate nella roccia al Passo San Boldo.

Indice

Un tornante entra nella roccia, la strada si avvita in galleria e, in pochi minuti, il paesaggio cambia completamente. Il Passo San Boldo, tra le Prealpi Trevigiane e Bellunesi, è una meta ideale per chi ama strade storiche, ciclismo, panorami e turismo lento. Qui trovi storia, dati del percorso, consigli per arrivare in sicurezza e idee per vivere bene i dintorni.

La strada delle gallerie unisce storia, tecnica e paesaggio alpino

  • Collegamento: unisce la zona di Tovena e Cison di Valmarino alla Valbelluna.
  • Opera storica: le cinque gallerie furono realizzate nel 1918 in circa 100 giorni.
  • Dati ciclistici: quasi 6 km, 451 metri di dislivello e pendenza media intorno al 7,5%.
  • Punto più impegnativo: gli ultimi tornanti raggiungono pendenze del 10-12% e hanno curve molto strette.
  • Esperienza migliore: percorrerlo con calma, abbinando il valico a una passeggiata o a una sosta gastronomica.

Strada tortuosa con tornanti e gallerie scavate nella roccia sul Passo San Boldo.

Che cos’è e perché è così particolare

Il Passo San Boldo è un valico delle Prealpi che mette in comunicazione la provincia di Treviso con quella di Belluno. La strada è conosciuta soprattutto per il tratto finale, dove cinque gallerie scavate nella roccia si alternano a tornanti sovrapposti.

La soluzione è sorprendente perché consente di superare circa 100 metri di dislivello in appena 800 metri. I tornanti hanno un raggio vicino ai 10 metri e la carreggiata, in alcuni punti, lascia poco spazio agli errori. Non è una strada da affrontare con fretta, soprattutto quando si incrociano moto, biciclette o veicoli più ingombranti.

La salita completa da Tovena verso il valico misura quasi 6 chilometri, con un dislivello di circa 451 metri e una pendenza media attorno al 7,5%. Il tratto più spettacolare è breve, ma la sua concentrazione di curve e gallerie lo rende molto più impegnativo di quanto suggerisca la distanza.

La storia della Strada dei Cento Giorni

Prima della strada moderna, il passaggio era poco più di una mulattiera utilizzata per collegare la Marca Trevigiana alla Valbelluna. Il valico aveva anche una funzione commerciale, perché qui transitavano persone e merci soggette a controlli e dazi presso l’antica Muda di San Boldo.

La trasformazione decisiva avvenne durante la Prima guerra mondiale. Tra il febbraio e il giugno del 1918, il Genio austro-ungarico, con l’impiego di prigionieri e manodopera locale, realizzò il collegamento carrozzabile in circa 100 giorni. Da qui nasce il nome con cui la strada è ancora conosciuta.

La rapidità dei lavori non deve far dimenticare il costo umano dell’opera. La popolazione di Tovena e i prigionieri furono coinvolti in condizioni difficili, usando strumenti rudimentali e lavorando su una parete particolarmente impervia. Per me, questo è l’aspetto che dà più profondità alla visita: le gallerie non sono soltanto una curiosità tecnica, ma anche una testimonianza della storia del territorio.

Come affrontare il percorso in auto, moto o bicicletta

In auto il valico è accessibile, ma il tratto in galleria richiede attenzione. Le curve sono strette, la visibilità può ridursi rapidamente e la strada non è adatta a manovre improvvisate. Procedo sempre a velocità moderata, uso le luci e considero possibile l’arrivo di un veicolo dal senso opposto.

Mezzo Cosa aspettarsi Consiglio pratico
Auto Strada panoramica con gallerie e tornanti ravvicinati Ridurre la velocità prima delle curve e non fermarsi nei passaggi stretti
Moto Percorso molto scenografico, ma con fondo variabile e traffico turistico Affrontare le curve senza tagliare la traiettoria
Bicicletta Quasi 6 km di salita e pendenze impegnative nella parte finale Portare luci anteriori e posteriori, anche di giorno
Camper o veicolo largo Manovre più difficili nei tornanti e nelle gallerie Controllare prima eventuali limitazioni e scegliere orari poco trafficati

In bicicletta il percorso è adatto soprattutto a chi ha già una buona preparazione sulle salite brevi e intense. La parte più dura arriva proprio quando la strada entra nelle gallerie, con pendenze che possono raggiungere il 10-12%. Una bici elettrica aiuta, ma non sostituisce prudenza, luci e rispetto degli altri utenti.

Il momento migliore per pedalare è la mattina, quando il traffico è generalmente più contenuto e la temperatura resta gradevole. Eviterei le ore centrali dei fine settimana estivi, quando il fascino della strada attira molte moto e auto.

Cosa vedere e fare nei dintorni

Il valico merita più di una semplice fotografia scattata dal finestrino. Una volta arrivati in cima, si può proseguire con una breve passeggiata, fermarsi in una trattoria locale oppure costruire un itinerario più ampio tra la Valbelluna e le colline del Prosecco.

Unire montagna e gastronomia

La posizione di confine permette di incontrare due identità gastronomiche diverse. Da un lato ci sono i prodotti della montagna bellunese, dall’altro le colline trevigiane con i vini del territorio, incluso il Prosecco DOCG. Preferisco le soste in aziende agricole e trattorie che lavorano con ingredienti locali e prenotazione, perché aiutano a distribuire meglio i benefici del turismo.

Esplorare Cison di Valmarino e la Valbelluna

Cison di Valmarino è una base piacevole per rallentare il viaggio e visitare borghi, sentieri e testimonianze storiche. Dal lato bellunese, invece, il paesaggio diventa più aperto e montano. Il valico funziona bene come tappa di un itinerario circolare, non come unica destinazione della giornata.

Leggi anche: Malga Contrin - La guida definitiva per arrivarci senza errori

Scegliere attività a basso impatto

Nei dintorni si trovano percorsi per trekking, e-bike e camminate nella natura. Per un’esperienza più sostenibile, lascerei l’auto in un punto consentito, eviterei di occupare gli slarghi vicino alle gallerie e sceglierei operatori locali per noleggio, accompagnamento e ristoro.

Quando andare e quali errori evitare

La primavera e l’autunno sono le stagioni che preferisco per visitare il valico. Offrono luce più morbida, temperature migliori per camminare e, spesso, un traffico inferiore rispetto all’estate. In inverno bisogna invece verificare con attenzione neve, ghiaccio e condizioni della strada prima di partire.

Nel 2026 risultano provvedimenti di regolazione del traffico legati a lavori sulla SP 635 nel territorio di Cison di Valmarino. Le condizioni possono cambiare, quindi conviene controllare gli aggiornamenti della viabilità poco prima della partenza e non affidarsi soltanto alle indicazioni del navigatore.

  • Non fermarti dentro le gallerie per scattare fotografie.
  • Non affrontare la salita senza acqua, soprattutto in bicicletta.
  • Non presumere che il percorso sia adatto a ogni camper o autobus.
  • Non confondere una strada breve con una strada facile.
  • Non lasciare rifiuti né parcheggiare fuori dagli spazi autorizzati.

Un errore frequente consiste nel programmare il passaggio come una semplice deviazione di pochi minuti. Tra traffico, soste e possibilità di camminare, calcolerei almeno mezza giornata. In questo modo la strada resta un’esperienza piacevole e non diventa una gara contro l’orologio.

Il modo migliore per vivere questo valico

Il Passo San Boldo dà il meglio quando lo si percorre lentamente, osservando il rapporto tra roccia, strada e paesaggio. La sua forza non sta soltanto nei tornanti spettacolari, ma nella storia che raccontano e nella possibilità di collegare mobilità, natura ed enogastronomia in un unico itinerario.

Io lo consiglierei agli automobilisti curiosi, ai motociclisti prudenti e ai ciclisti allenati, ma anche a chi vuole scoprire un angolo meno scontato del Veneto. Partire con informazioni aggiornate, scegliere orari tranquilli e sostenere le attività locali fa una differenza concreta: permette di godersi la Strada dei Cento Giorni rispettando il luogo che l’ha resa possibile.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La salita da Tovena misura quasi 6 chilometri, con circa 451 metri di dislivello e una pendenza media del 7,5%. Nel tratto finale, tra tornanti e gallerie, la pendenza può raggiungere il 10-12%.

Il collegamento carrozzabile fu realizzato tra febbraio e giugno del 1918 dal Genio austro-ungarico, con prigionieri e manodopera locale. I lavori durarono circa 100 giorni e permisero di costruire le cinque gallerie nella roccia.

È necessario procedere a velocità moderata, usare le luci e considerare l'arrivo di veicoli dal senso opposto. Le curve sono molto strette, la visibilità può ridursi rapidamente e non bisogna fermarsi nei passaggi stretti o tagliare la traiettoria.

La primavera e l'autunno offrono temperature più gradevoli, luce migliore e spesso meno traffico rispetto all'estate. In inverno è fondamentale verificare prima della partenza la presenza di neve, ghiaccio e le condizioni della strada.

Il valico può essere abbinato a una passeggiata, a un itinerario di trekking o e-bike, a una visita a Cison di Valmarino e a una sosta in trattoria o in un'azienda agricola. È anche una tappa adatta a un percorso circolare tra la Valbelluna e le colline del Prosecco.

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Cristyn Ferrari

Cristyn Ferrari

Mi chiamo Cristyn Ferrari e ho cinque anni di esperienza nel campo del turismo sostenibile, della mobilità e dell'enogastronomia. La mia passione per questi temi è nata durante i miei viaggi, quando ho scoperto quanto sia importante viaggiare in modo responsabile e apprezzare le tradizioni culinarie locali. Scrivo per aiutare i lettori a comprendere le sfide e le opportunità che offre il turismo sostenibile, offrendo informazioni chiare e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che ciò che condivido sia utile e preciso. Mi piace semplificare argomenti complessi, rendendoli accessibili a tutti, e seguire le ultime tendenze per presentare un quadro completo e attuale. Condivido la mia esperienza e le mie conoscenze per ispirare un approccio consapevole e informato al viaggio e alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche.

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