Raggiungere il rifugio Locatelli significa camminare nel cuore delle Dolomiti di Sesto fino a uno dei punti panoramici più spettacolari delle Tre Cime di Lavaredo. Qui trovi indicazioni pratiche sui sentieri dal Rifugio Auronzo e dalla Val Fiscalina, tempi, difficoltà, trasporti, periodo migliore e attrezzatura utile per organizzare l’escursione con maggiore consapevolezza.
Le informazioni essenziali per partire preparati
- Quota: il rifugio si trova a circa 2.405 metri, presso la Forcella di Toblin.
- Itinerario classico: dal Rifugio Auronzo si arriva in circa 1 ora e 45 minuti o 2 ore.
- Giro delle Tre Cime: l’anello completo misura circa 9,5 km e richiede mediamente 3-4 ore, senza soste.
- Accesso dalla Val Fiscalina: il sentiero 102 richiede circa 2 ore e 30 minuti o 3 ore, con quasi 1.000 metri di dislivello.
- Mobilità: nel 2026 la navetta da Dobbiaco al Rifugio Auronzo è prevista dal 31 maggio all’11 ottobre.

Perché il Rifugio Locatelli è una meta speciale
Il Rifugio Antonio Locatelli, conosciuto anche come Dreizinnenhütte, sorge presso la Forcella di Toblin, nel territorio delle Dolomiti di Sesto. La sua posizione permette di osservare da vicino le pareti settentrionali delle Tre Cime di Lavaredo e il Monte Paterno, un panorama che da solo giustifica la camminata.
Non è soltanto un punto di ristoro. È una base per escursionisti, alpinisti e viaggiatori che vogliono vivere la montagna senza ridurla a una semplice fotografia. Dalla terrazza il colpo d’occhio è straordinario, ma personalmente trovo ancora più interessante il percorso per arrivarci, soprattutto quando si cammina presto e il traffico sui sentieri è più contenuto.
La quota cambia completamente l’esperienza. Anche in estate il vento può essere freddo e il meteo può peggiorare rapidamente, quindi non lo considererei una passeggiata cittadina con vista panoramica. Il livello escursionistico indicato è generalmente E, cioè escursionistico, ma servono passo sicuro, calzature adatte e una preparazione proporzionata al dislivello scelto.
Il percorso classico dal Rifugio Auronzo
È l’itinerario più conosciuto e la scelta più semplice per chi vuole raggiungere il rifugio in giornata partendo già in alta quota. Dal parcheggio del Rifugio Auronzo, situato a circa 2.320 metri, si segue principalmente il sentiero 101 passando dal Rifugio Lavaredo e dalla Forcella Lavaredo.
Il tratto fino al Rifugio Lavaredo è relativamente ampio e accessibile. Dopo la forcella il sentiero alterna brevi salite e discese, con una salita finale verso la struttura. Il tempo di percorrenza di sola andata è in genere compreso tra 1 ora e 45 minuti e 2 ore, senza considerare le soste fotografiche.
Per completare il giro panoramico si può rientrare seguendo il sentiero 105 verso la Malga Langalm, detta anche Malga dei Pastori, e poi tornare al Rifugio Auronzo. L’anello misura circa 9,5 chilometri. Non presenta difficoltà alpinistiche in condizioni estive normali, ma alcuni saliscendi possono farsi sentire, soprattutto se si affrontano con zaino pesante o nelle ore più calde.
| Tratto | Tempo indicativo | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Rifugio Auronzo - Rifugio Lavaredo | Circa 35 minuti | Sentiero largo e panoramico |
| Rifugio Lavaredo - Forcella Lavaredo | Circa 25 minuti | Salita breve, terreno pietroso |
| Forcella Lavaredo - Rifugio Locatelli | Circa 45 minuti | Tratto ondulato con salita finale |
| Rifugio Locatelli - Malga Langalm | Circa 1 ora e 15 minuti | Discesa e risalita più impegnative |
Il punto più affollato è spesso la zona della Forcella Lavaredo, mentre il tratto verso la malga tende a distribuire meglio i camminatori. Per godermi il paesaggio con più tranquillità partirei prima delle 8, soprattutto nei fine settimana di luglio e agosto.
La salita più autentica dalla Val Fiscalina
Chi parte da Sesto o dalla Val Fiscalina affronta un itinerario più lungo, ma anche più immersivo. Dal parcheggio di Campo Fiscalino, a circa 1.454 metri, si segue il sentiero 102 verso la Capanna di Fondovalle, quindi si entra nella Val Sassovecchio e si sale verso l’Alpe dei Piani.
Il percorso richiede mediamente 2 ore e 30 minuti o 3 ore fino al rifugio, con un dislivello vicino ai 950 metri. Non è difficile dal punto di vista tecnico in assenza di neve, però la salita è continua e può risultare impegnativa per chi non è abituato a camminare in montagna.
Questa è la variante che sceglierei per chi cerca un’esperienza più lenta e coerente con un turismo sostenibile. Si evita di concentrare l’intera giornata nella zona del parcheggio dell’Auronzo, si utilizza un accesso dal fondovalle e si attraversano ambienti più silenziosi. Il compromesso è evidente: meno folla, ma più dislivello.
Dalla Val Fiscalina è possibile anche organizzare un itinerario di più giorni collegando altri rifugi delle Dolomiti di Sesto. In questo caso conviene controllare con anticipo l’apertura delle strutture e le condizioni dei sentieri, perché neve residua e temporali possono modificare tempi e difficoltà anche a stagione avanzata.
Come organizzare accesso, navetta e pernottamento
Per il 2026 il portale ufficiale delle Tre Cime indica un servizio di navetta da Dobbiaco al Rifugio Auronzo dal 31 maggio all’11 ottobre. L’alternativa è raggiungere il parcheggio in automobile attraverso la strada panoramica a pedaggio, verificando prima disponibilità, orari e modalità di accesso.
La navetta è una soluzione interessante per ridurre traffico e pressione sui parcheggi, ma non va considerata automatica. Gli orari possono cambiare in base alla stagione e all’affluenza, quindi controllerei sempre le informazioni aggiornate poco prima della partenza. Nei periodi più richiesti è prudente arrivare alla fermata con anticipo.
Chi desidera dormire in quota deve prenotare direttamente tramite il sistema del rifugio. Le disponibilità possono esaurirsi rapidamente, soprattutto nei fine settimana estivi. Il cane non è accettato nella struttura, un dettaglio da verificare prima di programmare il viaggio con animali.
I prezzi dipendono dal tipo di posto, dalla tessera CAI e dai servizi inclusi. Il tariffario CAI pubblicato per la struttura indica, come riferimento, cifre che possono partire da circa 32 euro per una cuccetta in camerata per i non soci, ma per il 2026 è essenziale controllare il listino aggiornato e le condizioni di prenotazione.
Che cosa portare e quali errori evitare
Per l’escursione servono scarponcini con buona aderenza, una giacca impermeabile, uno strato caldo, acqua e cibo energetico. Anche ad agosto porterei sempre guanti leggeri e una protezione dal vento: a oltre 2.400 metri la temperatura può cambiare in pochi minuti.
- Partire senza controllare il meteo, soprattutto se sono previsti temporali pomeridiani.
- Sottovalutare il dislivello dalla Val Fiscalina perché il sentiero è classificato escursionistico.
- Contare solo sui punti di ristoro senza portare acqua e uno spuntino personale.
- Camminare fuori traccia per cercare il punto fotografico perfetto, danneggiando vegetazione e terreno fragile.
- Arrivare tardi nei giorni di maggiore affluenza, quando parcheggi e navette possono essere molto congestionati.
Se si trascorre la notte in rifugio, è utile portare un sacco lenzuolo, una lampada frontale, tappi per le orecchie e un piccolo asciugamano. Non serve uno zaino enorme: per una notte in quota preferisco restare intorno ai 6-8 chilogrammi, esclusa l’acqua, così la salita rimane più piacevole.
Le vie ferrate del Monte Paterno e della Torre di Toblin appartengono a un’altra categoria. Richiedono esperienza, casco, imbrago, set da ferrata e condizioni adeguate. Non bisogna confondere la facile escursione al rifugio con questi itinerari tecnici, anche se partono dalla stessa zona.
Quale itinerario scegliere in base alla propria giornata
| Esigenza | Itinerario consigliato | Perché sceglierlo |
|---|---|---|
| Prima esperienza alle Tre Cime | Da Rifugio Auronzo | Dislivello contenuto e panorama immediato |
| Giornata completa di trekking | Anello 101 e 105 | Permette di vedere entrambi i versanti delle Tre Cime |
| Maggiore silenzio e contatto con la valle | Da Campo Fiscalino con sentiero 102 | Itinerario più lungo e meno dipendente dall’accesso stradale |
| Alba o tramonto in quota | Pernottamento al rifugio | Evita di affrontare il sentiero al buio e consente di vivere la montagna con più calma |
Per una prima visita sceglierei l’anello dal Rifugio Auronzo, iniziando presto e procedendo in senso antiorario verso il Rifugio Locatelli. Per chi ha già un buon allenamento e vuole un’esperienza meno affollata, la Val Fiscalina offre una salita più soddisfacente, anche se fisicamente più impegnativa.
Una giornata al Locatelli riesce meglio quando lascia spazio alla montagna
Il Rifugio Locatelli merita di essere raggiunto senza fretta. La vista sulle Tre Cime è il grande richiamo, ma il valore dell’escursione sta anche nel modo in cui si attraversano questi ambienti, rispettando sentieri, pascoli, silenzio e limiti del territorio.
La mia scelta pratica sarebbe semplice: trasporto condiviso o navetta, partenza mattutina, zaino leggero e itinerario compatibile con il proprio allenamento. Così il panorama non diventa una corsa contro il tempo, ma il risultato naturale di una giornata ben organizzata nelle Dolomiti di Sesto.