Il Lago di Como offre un tipo di cammino molto particolare: da una parte ci sono passeggiate panoramiche quasi “da borgo”, dall’altra trekking veri, con dislivello, gradini, tratti in bosco e rientri da pianificare. In questa guida metto ordine tra i percorsi più utili, così puoi scegliere quello giusto in base al tempo che hai, al livello di fatica che vuoi affrontare e al modo più semplice per muoverti senza usare troppo l’auto. Ti lascio anche indicazioni pratiche su stagione, attrezzatura ed errori da evitare, perché su queste sponde i dettagli fanno davvero la differenza.
I percorsi sul Lago di Como cambiano molto più di quanto sembri
- Per una prima uscita facile, la Greenway è la scelta più lineare: circa 10-11 km, 3,5 ore e villaggi da attraversare con calma.
- Per un trekking storico, il Sentiero del Viandante resta il riferimento: circa 70 km, 7-8 tappe, con possibilità di rientro in treno o battello.
- Per un panorama alto sul lago, la Dorsale del Triangolo Lariano offre 30 km in 2 giorni, con partenza da Brunate e arrivo a Bellagio.
- Per una montagna più vera, il 4 Valleys Trail è il più impegnativo: 50 km in 3 sezioni, sopra Menaggio.
- La mobilità dolce funziona davvero: bus, treni, funicolare e battelli rendono molti itinerari fattibili senza auto.
- La stagione conta: primavera e autunno sono i periodi più equilibrati, soprattutto per i percorsi più lunghi o esposti.

Come scegliere il sentiero giusto attorno al lago
Io distinguo sempre tra camminata panoramica e trekking vero. Sul Lago di Como la differenza non è teorica: cambiano il dislivello, i tempi di rientro e perfino il tipo di giornata che ti stai comprando.
| Itinerario | Lunghezza e tempo | Difficoltà | Per chi lo sceglierei | Nota pratica |
|---|---|---|---|---|
| Greenway del Lago di Como | Circa 10-11 km, circa 3,5 ore | Facile-moderata | Prima uscita, famiglie, chi vuole borghi e vista lago | Si può fare anche a tratti; il percorso tocca Colonno, Sala Comacina, Tremezzina e Griante |
| Sentiero del Viandante | Circa 70 km, 7-8 tappe | Moderata | Chi cerca un trekking storico e divisibile in giornate | È adatto a tappe, con rientri pratici grazie a treni e battelli |
| Dorsale del Triangolo Lariano | 30 km, 2 giorni | Media | Chi vuole creste, quota e panorami larghi | Parte da Brunate, raggiungibile in funicolare, e arriva a Bellagio |
| 4 Valleys Trail | 50 km, 3 sezioni da 13, 19 e 13 km | Medio-alta | Chi vuole un trekking più montano e meno turistico | Parte da Breglia, sopra Menaggio, e richiede più esperienza organizzativa |
Se hai solo mezza giornata e vuoi un assaggio del territorio, la Greenway è la porta d’ingresso più pulita. Se invece cerchi un percorso che lasci il segno senza trasformarsi in alpinismo, il Viandante resta il compromesso migliore. Da qui in poi il problema non è tanto scegliere il sentiero, quanto capire come entrarci e uscirne con il minor attrito possibile.
Come arrivare e rientrare senza usare l’auto
Qui la logica sostenibile aiuta anche la logistica. La Greenway si raggiunge bene con il bus interurbano C10: da Como San Giovanni a Colonno servono circa 45 minuti, e lungo l’itinerario trovi fermate, parcheggi e approdi. Sul lato orientale del lago, il Sentiero del Viandante è ancora più comodo da spezzare in tappe, perché la ferrovia corre vicino al tracciato e rende realistico il rientro al punto di partenza.
Per la Dorsale del Triangolo Lariano, la partenza da Brunate è già un vantaggio pratico: la funicolare da Como ti porta rapidamente in quota e ti evita una salita iniziale inutile. Il 4 Valleys Trail, invece, parte da Breglia, sopra Menaggio, ed è uno di quei casi in cui il bus ha molto più senso dell’auto privata, soprattutto se vuoi muoverti con meno stress.
- Greenway: bus C10, Colonno come accesso semplice e intuitivo.
- Viandante: treno e battello permettono di fare una tappa sola e rientrare senza complicazioni.
- Dorsale: funicolare da Como a Brunate, poi cammino in cresta.
- 4 Valleys Trail: bus da Menaggio a Breglia, soluzione logica per chi arriva dal centro lago.
La regola pratica è semplice: se puoi chiudere l’itinerario con treno, bus o battello, camminerai più leggero e avrai meno vincoli sugli orari. Ed è proprio qui che entra in gioco il calendario.
Quando partire davvero
Il Lago di Como non va trattato come un unico scenario. In primavera e in autunno il mix tra temperature, luce e visibilità è quasi sempre il migliore, soprattutto lungo il Sentiero del Viandante e sulle dorsali panoramiche. La Greenway, invece, funziona bene in quasi tutti i mesi, ma in estate le ore centrali possono essere più pesanti di quanto sembri sulla carta.
Sopra le quote più alte la prudenza aumenta: alcuni tracciati di montagna sono più adatti all’estate o all’inverno, e il meteo cambia rapidamente la qualità del terreno. Dopo una pioggia, gradini, ciottoli e tratti in bosco diventano più scivolosi; con il caldo, il problema è l’esposizione e la scarsità di ombra.
- Da aprile a giugno: il periodo più equilibrato per itinerari lunghi o misti.
- Da luglio ad agosto: meglio partire presto e puntare su percorsi brevi o frazionabili.
- Da settembre a ottobre: il momento migliore se vuoi panorami nitidi e meno affollamento.
- In inverno: preferisci i tratti bassi e controlla sempre il fondo strada e gli avvisi locali.
Quando il tempo non aiuta, la scelta migliore non è insistere: è abbassare il livello del percorso e godersi di più il lago. Questo porta direttamente a ciò che metterei nello zaino.
Cosa mettere nello zaino e quali errori evitare
Su questi sentieri la differenza la fanno cose noiose ma decisive: scarpe, acqua, tempi di partenza. Io non sottovaluterei mai i tratti in pietra e i gradini, perché sul Lago di Como il “facile” spesso è solo un altro nome per “meno faticoso del resto”.
L’essenziale che porterei
- Scarpe con buona aderenza, meglio se da trekking leggero o da trail robusto.
- Acqua: almeno 1 litro per le uscite brevi, 1,5-2 litri se cammini d’estate o su percorsi lunghi.
- Strato antivento, anche quando la mattina sembra perfetta.
- Crema solare, cappello e occhiali, perché molte sezioni sono esposte.
- Mappa offline o traccia GPS, utile soprattutto se spezzetti il Viandante o ti sposti su tracce meno battute.
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Gli errori che vedo più spesso
- Trattare una camminata lacustre come se fosse sempre piatta.
- Partire tardi e arrivare al rientro con l’orario già tirato.
- Ignorare i tempi di trasferimento tra battello, bus e treno.
- Sottovalutare caldo, umidità e gradini nei borghi.
- Affidarsi a scarpe cittadine su ciottoli e sterrati bagnati.
Se azzecchi l’equipaggiamento, metà del lavoro è fatta; l’altra metà sta nel costruire una giornata che abbia un ritmo sensato, senza trasformare tutto in corsa contro il tempo.
Tre modi realistici di organizzare la giornata
Quando devo consigliare un’uscita concreta, non parto mai dal nome più famoso ma dal tempo disponibile. È il modo più onesto per evitare delusione o eccessi di ambizione.
| Tempo disponibile | Itinerario | Perché funziona |
|---|---|---|
| Mezza giornata | Greenway, anche in una sola sezione tra Colonno, Sala Comacina, Lenno e Griante | Vista lago, villaggi e logistica semplice con bus o battello |
| Una giornata | Una tappa del Sentiero del Viandante con rientro in treno | Bilancia storia, panorami e trasferimenti facili |
| Due giorni | Dorsale del Triangolo Lariano da Brunate a Bellagio | È il trekking più coerente se vuoi quota e creste senza passaggi tecnici |
| Tre giorni | 4 Valleys Trail in tre sezioni | È la scelta per chi cerca un’esperienza più montana e meno turistica |
In ogni versione ci starebbe bene una pausa in borgo, non solo per mangiare ma per non consumare il percorso tutto d’un fiato. Sul Lago di Como questo significa anche sostenere strutture piccole, muoversi con meno fretta e dare più senso al viaggio.
Se vuoi un’impostazione davvero intelligente, la domanda da fare non è “qual è il sentiero più bello?”, ma “quale sentiero riesco a vivere bene oggi?”. Da lì nasce la scelta migliore.
Il criterio che uso per non sbagliare uscita sul Lago di Como
Il mio criterio finale è molto semplice: Greenway per iniziare, Viandante per capire il territorio, Dorsale per salire di livello, 4 Valleys Trail per entrare davvero nella dimensione montana del lago. Se usi treni, bus o battelli quando ha senso, il trekking resta più sostenibile e anche più pulito dal punto di vista logistico.
Il Lago di Como premia chi parte con aspettative giuste: non tutte le uscite devono essere lunghe per essere memorabili, e non tutti i panorami migliori arrivano senza un po’ di fatica. Io, in pratica, sceglierei il percorso in base al tempo, al dislivello che vuoi davvero affrontare e al modo in cui vuoi rientrare, perché lì si decide gran parte della qualità della giornata.