Basta lasciare il bosco alle spalle e risalire la Val Montanaia per trovarsi davanti a una delle forme rocciose più sorprendenti del Friuli. Il Campanile di Val Montanaia è una guglia dolomitica isolata, alta circa 2.173 metri, che si può ammirare con una semplice passeggiata panoramica oppure raggiungere alla base con un’escursione più impegnativa. Qui raccolgo caratteristiche, itinerari, tempi, difficoltà e consigli per visitarlo con rispetto e senza sottovalutare la montagna.
La guglia si può ammirare anche senza affrontare l’escursione completa
- Posizione: alta Val Cimoliana, nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
- Quota: la cima raggiunge circa 2.173 metri e si eleva per quasi 300 metri rispetto alla valle.
- Belvedere: il sentiero panoramico richiede circa 45-60 minuti e non arriva alla base.
- Escursione completa: dal Rifugio Pordenone al Bivacco Perugini servono circa 2 ore e mezza in salita.
- Impegno: il percorso escursionistico è ripido e faticoso, mentre la vetta richiede esperienza alpinistica.

Una guglia isolata nel cuore delle Dolomiti Friulane
La torre si trova nel territorio di Cimolais, in provincia di Pordenone, all’interno dell’alta Val Cimoliana. Dal punto di vista geologico non è una montagna separata nata dal nulla: in origine faceva parte dei versanti della valle. L’azione combinata dei ghiacciai e dell’acqua ha eroso la roccia circostante, lasciando questa parete verticale isolata al centro del catino dolomitico.
È proprio la posizione a renderla speciale. La guglia non appare come una vetta lontana, ma come una presenza compatta e quasi teatrale, circondata da ghiaioni, pareti chiare e boschi. Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane la considera uno dei simboli della propria geodiversità, e a mio parere è una definizione azzeccata: qui il paesaggio spiega la propria storia senza bisogno di grandi infrastrutture.
La forma ricorda un campanile, ma raggiungere la cima non è una normale escursione. Le vie di arrampicata sono esposte e richiedono competenze alpinistiche, attrezzatura adeguata e valutazione delle condizioni della roccia. Per chi cammina, l’obiettivo realistico è arrivare alla base e al vicino Bivacco Perugini, non tentare la salita della parete.
Due modi per vedere il Campanile di Val Montanaia
La scelta dipende soprattutto dal tempo a disposizione e dal proprio allenamento. Non serve affrontare il tratto più faticoso per godersi il panorama, ma la salita nella valle regala una prospettiva molto più ravvicinata e coinvolgente.
| Itinerario | Impegno indicativo | Cosa offre |
|---|---|---|
| Sentiero dei Belvederi | Circa 45-60 minuti fino ai punti panoramici | Vista dall’alto e dal fianco della valle, adatta a una passeggiata breve |
| Rifugio Pordenone - Bivacco Perugini | Circa 2 ore e mezza in salita, 5 ore circa andata e ritorno | Avvicinamento alla base della guglia attraverso la Val Montanaia |
| Via normale alpinistica | Solo per arrampicatori esperti | Salita tecnica, esposta e da affrontare con guida o compagni qualificati |
Il Sentiero dei Belvederi parte dall’area del Rifugio Pordenone e sale nel bosco con alcuni tornanti. In breve conduce a due punti di osservazione, il secondo più ampio e generalmente più appagante. È la soluzione che consiglio a chi viaggia con bambini abituati a camminare, a chi ha poche ore o a chi vuole inserire la visita in un itinerario più ampio della Val Cimoliana.
Il vantaggio è evidente: si osserva la guglia da una prospettiva aperta senza affrontare il ghiaione della parte alta. Anche qui, però, il terreno può diventare scivoloso dopo la pioggia. Scarpe con suola scolpita e una partenza non troppo tardiva fanno una differenza concreta.
La salita alla base richiede gambe e attenzione
Per arrivare vicino al Bivacco Perugini si parte dal Rifugio Pordenone, posto a circa 1.249 metri di quota, e si segue il sentiero CAI 353 verso la Val Montanaia. Il dislivello positivo è di circa 800 metri. Il tracciato non presenta, in condizioni normali, passaggi di arrampicata per escursionisti, ma è ripido, faticoso e in alcuni tratti attraversa ghiaie instabili.
La parte finale è quella che molti sottovalutano. Il sentiero entra in un ambiente più severo, con massi, detriti e fondo irregolare; il campanile resta sempre un punto di riferimento, ma la presenza della guglia non rende il percorso facile. Io considererei questa escursione adatta a chi cammina regolarmente in montagna, non a chi affronta sentieri solo occasionalmente.
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Come organizzare la giornata
- Raggiungi Cimolais e verifica prima della partenza le condizioni della strada della Val Cimoliana, l’eventuale accesso regolamentato e il parcheggio disponibile.
- Considera circa 5 ore complessive per andata, sosta e ritorno dal Bivacco Perugini, lasciando margine per le pause.
- Porta acqua e cibo sufficienti, perché non conviene basare l’escursione sulla presenza di rifornimenti lungo il sentiero.
- Controlla il meteo e rinuncia in caso di temporali, soprattutto per il rischio di scivolate sui ghiaioni e di caduta sassi.
- Rientra con luce abbondante. L’orientamento è abbastanza intuitivo, ma la stanchezza rende più delicata la discesa.
Il rifugio è utile come punto di appoggio, ma non deve diventare una scusa per improvvisare. Tempi e difficoltà cambiano molto con neve residua, terreno bagnato e condizioni fisiche del gruppo. In caso di dubbio, una guida alpina è la scelta più sensata, soprattutto se si vuole proseguire verso itinerari più tecnici.
Quando andare e cosa portare
Il periodo più pratico va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando il sentiero è normalmente libero dalla neve. In quota, però, l’inverno può lasciare residui anche a stagione avanzata e il meteo delle Dolomiti Friulane cambia rapidamente. Prima di partire controllerei sempre bollettino meteo, stato del sentiero e apertura degli eventuali punti di appoggio.
L’equipaggiamento non deve essere sofisticato, ma deve essere adeguato. Servono scarponcini o scarpe da trekking con buona aderenza, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, cappello, crema solare, acqua e una piccola dotazione di pronto soccorso. I bastoncini possono aiutare nella discesa, anche se sul terreno roccioso non sono sempre comodi.
Per una visita sostenibile, suggerisco di condividere l’auto da Cimolais quando possibile e di evitare di lasciare rifiuti, raccogliere fiori o uscire dai tracciati segnati. L’area è preziosa proprio perché conserva un carattere selvaggio. Il turismo responsabile qui non è una formula astratta: significa ridurre il traffico, rispettare il silenzio e lasciare la valle come la si è trovata.
Anche la scelta del cibo può diventare parte del viaggio. Un pranzo acquistato nei piccoli esercizi di Cimolais o nei paesi vicini sostiene l’economia locale più di una sosta organizzata interamente con prodotti portati da lontano. È un dettaglio semplice, ma coerente con il modo più lento e consapevole di vivere la montagna.
La prospettiva giusta per vivere la Val Montanaia
Il mio consiglio è di non trasformare questa visita in una gara per arrivare il più vicino possibile alla parete. Il valore del luogo sta nell’intero percorso, dal bosco iniziale alla conca detritica, fino al momento in cui la guglia emerge completamente davanti agli occhi.
Chi ha poco tempo può scegliere i belvedere e ottenere una vista notevole con un impegno contenuto. Chi è allenato può puntare al Bivacco Perugini, con la consapevolezza che il dislivello e il terreno richiedono passo regolare e prudenza. In entrambi i casi, il Campanile resta una meta memorabile proprio perché non è addomesticato dal turismo di massa.
Prima di partire, verificherei sempre accessi e condizioni aggiornate presso gli enti locali e il parco. La montagna non perde nulla se si rinvia una giornata, mentre una decisione prudente può fare tutta la differenza per tornare a casa con un ricordo davvero bello.