Hai compiuto un anno di patente e stai pensando di metterti alla guida dell’auto di famiglia? Se ti stai chiedendo se dopo un anno di patente si può guidare qualsiasi macchina, la risposta nel 2026 è no, non sempre. La durata del limite dipende dalla data in cui hai conseguito la patente B, dalla potenza dell’auto e da alcune regole che restano valide per i neopatentati anche dopo il primo anno.
La risposta breve per chi ha la patente B
- Tre anni di limitazioni per le patenti B conseguite dal 14 dicembre 2024.
- Il limite principale è di 75 kW/t, con una potenza massima di 105 kW per le auto M1.
- Per le patenti conseguite prima del 14 dicembre 2024 vale, in linea generale, il vecchio limite di un anno.
- La verifica più sicura si fa inserendo la targa dell’auto nel servizio del Portale dell’Automobilista.
- Per i primi tre anni restano anche il limite di velocità, l’alcol zero e il raddoppio dei punti persi.
Dopo un anno cambia poco sulla potenza dell’auto
La confusione nasce dal passaggio tra vecchie e nuove regole. Per chi ha conseguito la patente B dal 14 dicembre 2024, il limite sulle auto più potenti dura tre anni, non più soltanto dodici mesi. Di conseguenza, dopo il primo anno si può guidare una gamma più ampia di automobili, ma non ancora qualsiasi modello.
| Data di conseguimento della patente B | Durata del limite di potenza | Limite principale |
|---|---|---|
| Prima del 14 dicembre 2024 | Primo anno | 55 kW/t e 70 kW massimi per le auto M1 |
| Dal 14 dicembre 2024 | Primi tre anni | 75 kW/t e 105 kW massimi per le auto M1 |
La data da considerare è quella del conseguimento della patente, collegata al superamento dell’esame, non il giorno in cui hai ritirato materialmente il documento. Per questo consiglio di controllare sempre la data riportata sulla patente prima di applicare la regola del primo anno.
In pratica, chi ha preso la patente prima della riforma e ha già superato dodici mesi normalmente non è più soggetto al limite di potenza. Chi invece ha conseguito la patente dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni resta neopatentato sotto questo profilo fino al compimento dei tre anni.
Il limite si calcola in kW e non dalla cilindrata
Il parametro decisivo non è la cilindrata del motore, ma la potenza specifica riferita alla tara. Si ottiene dividendo i kilowatt dell’auto per la sua massa a vuoto espressa in tonnellate. Un’auto con motore piccolo può quindi superare il limite, mentre un modello più pesante può rientrarvi anche con una potenza maggiore.
| Esempio | Calcolo | Esito per una patente conseguita dal 14 dicembre 2024 |
|---|---|---|
| 70 kW e tara di 1,3 t | 70 ÷ 1,3 = 53,8 kW/t | Guidabile, se resta sotto i 105 kW massimi |
| 100 kW e tara di 1,3 t | 100 ÷ 1,3 = 76,9 kW/t | Non guidabile |
| 100 kW e tara di 1,8 t | 100 ÷ 1,8 = 55,5 kW/t | Guidabile, se il veicolo rientra nella categoria prevista |
Per le auto di categoria M1, cioè quelle destinate al trasporto di persone con almeno quattro ruote, esiste anche un secondo limite. La potenza massima non deve superare 105 kW, compresi i veicoli elettrici e gli ibridi plug-in soggetti alla verifica.
Questo è il punto che molti trascurano. Guardare soltanto i cavalli indicati nell’annuncio online o la cilindrata non basta. Io controllerei sempre i dati tecnici riportati sulla carta di circolazione, perché sono quelli utilizzati per accertare la compatibilità del veicolo.
Come verificare un’auto prima di partire
Prima di prendere in prestito l’auto di un familiare, noleggiare una vettura o acquistare un usato, farei questa verifica in tre passaggi:
- Controllare la data di conseguimento della patente e capire quale regime si applica.
- Leggere sulla carta di circolazione la potenza, la tara e la categoria del veicolo.
- Inserire la targa nel servizio online del Portale dell’Automobilista.
Il servizio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è utile soprattutto quando si ha a disposizione soltanto la targa. In caso di auto elettrica o ibrida plug-in, però, il portale segnala che l’esito potrebbe non essere sempre sufficiente. In quella situazione conviene confrontare il risultato con i dati del documento di circolazione.
La verifica è importante anche per le auto prese a noleggio. Non basta scegliere una categoria commerciale come “berlina” o “SUV”, perché all’interno della stessa classe possono esserci motori con potenze molto diverse. Chiedere il modello esatto prima del ritiro evita una contestazione durante il viaggio.
La multa per l’auto non autorizzata non è teorica
Guidare un veicolo che supera i limiti previsti dall’articolo 117 del Codice della strada comporta una sanzione da 165 a 660 euro. A questa si aggiunge la sospensione della patente da due a otto mesi. Il rischio, quindi, non riguarda soltanto il proprietario dell’auto o una possibile copertura assicurativa, ma direttamente il conducente neopatentato.
Esiste un’eccezione quando accanto al conducente è presente, con funzione di istruttore, una persona di età non superiore a 65 anni, con patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni oppure con una patente di categoria superiore. Non è una deroga per guidare da soli: l’accompagnatore deve essere effettivamente a bordo.
Le limitazioni non si applicano inoltre ai veicoli destinati al trasporto di una persona con disabilità autorizzata, purché la persona interessata sia presente. Anche in questo caso la condizione deve essere concreta e documentabile, non soltanto dichiarata a voce.
Velocità, alcol, punti e ZTL restano un problema anche dopo un anno
Superato il primo anno non finiscono tutte le regole da neopatentato. Per i primi tre anni dalla patente B non si possono superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali, anche se si guida un’auto perfettamente compatibile con i limiti di potenza.
Resta anche il divieto assoluto di guidare dopo aver assunto alcol. Per un neopatentato il tasso alcolemico deve essere zero nei primi tre anni. Inoltre, le decurtazioni dei punti sono raddoppiate nello stesso periodo, rendendo più pesante anche una violazione apparentemente ordinaria.
La ZTL segue una logica diversa. L’accesso non autorizzato dipende dalla segnaletica, dagli orari e dalle eventuali autorizzazioni locali, non dalla potenza dell’auto o dal fatto di essere neopatentati. Entrare senza permesso in una zona a traffico limitato può comportare una sanzione da 83 a 332 euro, secondo l’articolo 7 del Codice della strada.
Per una gita in centro storico, quindi, controllerei due cose separate. Prima verificherei che l’auto sia guidabile con la patente ancora soggetta a limitazioni, poi controllerei le regole della ZTL del Comune di destinazione. Confondere questi due piani è uno degli errori più frequenti, soprattutto quando si viaggia in una città che non si conosce.
La regola pratica prima di scegliere l’auto per un viaggio
La risposta più corretta è questa: dopo un anno non si può automaticamente guidare qualsiasi macchina. Se la patente B è stata conseguita dal 14 dicembre 2024, il limite di potenza continua per tre anni, anche se i valori ammessi sono più alti rispetto al passato.
Per muoversi senza sorprese conviene verificare targa e carta di circolazione, rispettare i limiti di velocità e controllare in anticipo le ZTL lungo il percorso. È una piccola abitudine che rende il viaggio più semplice, evita multe inutili e aiuta a scegliere un’auto adeguata senza affidarsi soltanto alla cilindrata o alla pubblicità del modello.