Tra gole boscose, pareti calcaree e una passerella sospesa sull’acqua, il lago di Senaiga offre una delle escursioni più insolite della provincia di Belluno. In questa guida chiarisco dove si trova, perché è artificiale, cosa vedere nei dintorni, come organizzare l’anello a piedi e quali comportamenti adottare per visitarlo in modo responsabile.
Un luogo tranquillo dove natura, ingegneria e sentieri si incontrano
- È un bacino artificiale nel territorio di Lamon, in provincia di Belluno.
- La diga fu costruita tra il 1949 e il 1951 per sfruttare le acque del torrente Senaiga.
- La passerella sospesa è il punto più scenografico e collega due versanti della valle.
- L’anello escursionistico misura in genere 9-10 km, ma durata e dislivello cambiano secondo la partenza.
- Il lago non va considerato come una spiaggia attrezzata: servono prudenza, scarpe adatte e rispetto dei divieti.

Un bacino artificiale tra Lamon e le Alpi Feltrine
Il bacino si trova nel comune di Lamon, nell’area sud-occidentale della provincia di Belluno, non lontano da Ponte Serra e dal confine con il Trentino. A crearlo è stato lo sbarramento del torrente Senaiga, corso d’acqua che poco più avanti confluisce nel Cismon.
La diga è una struttura a doppio arco alta circa 62 metri. Il suo scopo principale è idroelettrico, quindi non nasce come lago turistico o balneare. Proprio questa origine spiega il carattere selvaggio delle sponde, dove non si trovano il classico lungolago, stabilimenti o file di locali.
| Caratteristica | Dato indicativo |
|---|---|
| Tipo di lago | Bacino artificiale |
| Comune | Lamon, provincia di Belluno |
| Quota del bacino | Circa 402 metri sul livello del mare |
| Superficie | Circa 0,3 km² |
| Profondità massima | Circa 61 metri |
| Volume d’acqua | Circa 6,95 milioni di m³ |
Questi numeri aiutano a leggere il paesaggio. Non ci si trova davanti a un grande lago alpino, ma a uno specchio d’acqua stretto e incassato, con insenature che seguono la forma della valle. A mio avviso, il suo fascino dipende proprio da questa scala raccolta, più intima e meno affollata rispetto alle mete dolomitiche più note.
La passerella sospesa è il punto che cambia la visita
La passerella pedonale è l’immagine più riconoscibile del bacino. Fu realizzata dopo che l’acqua sommerse l’antico collegamento tra alcune località e i pascoli della zona. Oggi attraversarla permette di capire in modo concreto quanto la costruzione della diga abbia modificato la viabilità e la vita quotidiana della valle.
Il passaggio è breve, ma non banale per chi soffre di vertigini. Sotto i piedi si apre l’acqua e intorno si alzano pendii coperti di bosco, con scorci verso il Monte Coppolo e le montagne delle Alpi Feltrine. Il momento migliore per fotografare il paesaggio è spesso la mattina, quando la luce entra nella gola senza appiattire i rilievi.
Non considero la passerella una semplice attrazione da raggiungere, fotografare e abbandonare. È il punto in cui si leggono insieme la storia dell’invaso, la morfologia della valle e la trasformazione di un’antica strada. Per questo conviene inserirla dentro un percorso più ampio, non trattarla come una tappa isolata.
Come arrivare e quale escursione scegliere
Il riferimento geografico più utile è Ponte Serra, lungo la viabilità che collega l’area di Fonzaso, Lamon e Primiero. Da qui si raggiungono le strade locali e i sentieri che conducono alla diga e alla passerella. In auto è la soluzione più semplice, perché il trasporto pubblico arriva principalmente a Lamon e non risolve sempre l’ultimo tratto verso il punto di partenza.
Le descrizioni dell’anello riportano dati diversi perché esistono più varianti. Prima di partire controllerei sempre traccia, segnaletica e condizioni del terreno, soprattutto dopo piogge intense.
| Opzione | Dati orientativi | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Anello breve o variante locale | Circa 9 km, 3-4 ore, dislivello intorno ai 440 metri | Escursionisti con un minimo di esperienza |
| Anello completo da itinerari più alti | Circa 10 km, fino a 6 ore, dislivello anche vicino ai 700-780 metri | Chi cerca una giornata escursionistica più impegnativa |
| Visita panoramica senza anello | Tempo variabile in base all’accesso e alla passerella | Chi vuole una sosta breve, senza completare il giro |
La difficoltà viene generalmente indicata come E, escursionistica. Non è alpinismo, ma nemmeno una passeggiata urbana: alcuni tratti sono su sterrato, sentiero boschivo o strade secondarie, con pendenze e fondo irregolare. Porterei acqua, scarpe con suola scolpita, una giacca leggera e una mappa offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
Un errore frequente è valutare il percorso solo dalla distanza. Dieci chilometri in una valle con discese e risalite possono richiedere molta più energia di un itinerario pianeggiante della stessa lunghezza. Se il terreno è bagnato o la segnaletica appare poco chiara, preferisco accorciare il giro invece di forzare il rientro.
Cosa osservare lungo il bacino e nei dintorni
Il paesaggio non è fatto soltanto di acqua. Lungo la valle si incontrano boschi di faggio, pareti calcaree, gole e piccoli nuclei rurali, elementi che rendono l’escursione interessante anche quando il livello del lago o la luce non sono ideali per le fotografie.
Le grotte di San Donato
Nel territorio di Lamon il carsismo ha scavato diverse cavità. La Grotta dell’Orso è la più conosciuta per i ritrovamenti attribuiti all’Ursus spelaeus, mentre la Grotta dell’Acqua Nera è ricordata per le formazioni calcaree. Non le visiterei senza preparazione: alcune cavità richiedono esperienza, attrezzatura e condizioni adeguate.
I panorami verso Coppolo e le Vette Feltrine
Nei tratti più alti dei sentieri il punto di vista cambia completamente. Dall’acqua si passa a una visuale più ampia su Lamon, sul Monte Coppolo e, in condizioni favorevoli, sulle Pale di San Martino. È qui che l’itinerario smette di essere soltanto un giro attorno a un invaso e diventa una vera escursione di montagna.
Leggi anche: Storione nel Garda - La verità oltre la cartolina
Il legame con il territorio di Lamon
Per completare la giornata consiglierei di fermarsi nel paese e dedicare tempo alla gastronomia locale. Il Fagiolo di Lamon, prodotto tradizionale dell’area, è una scelta più coerente con un viaggio lento rispetto a una sosta consumata rapidamente lungo la strada. Piccoli acquisti e pranzo in paese aiutano inoltre a distribuire i benefici del turismo oltre la sola passerella.
Balneazione, pesca e rispetto dell’ambiente
Il bacino non va interpretato come una località balneare organizzata. Anche quando l’acqua appare calma, la presenza della diga, le variazioni del livello e la conformazione ripida delle sponde rendono poco prudente entrare in acqua o avvicinarsi ai margini senza informazioni precise.
La pesca è praticata nel sistema di acque gestito dal bacino locale, ma richiede il rispetto delle regole di concessione, dei periodi autorizzati e dei permessi previsti. Non basta quindi arrivare con l’attrezzatura: prima di pescare bisogna verificare normativa e zone consentite.
- Non oltrepassare cancelli, recinzioni o aree tecniche della diga.
- Non lasciare rifiuti, nemmeno resti organici o fazzoletti.
- Tenere i cani sotto controllo nei passaggi stretti e sulla passerella.
- Evitare il percorso dopo forti temporali, quando fango e ruscellamenti possono rendere instabili alcuni tratti.
- Non usare droni vicino alle infrastrutture senza aver verificato le regole applicabili.
Il valore del luogo sta anche nella sua tranquillità. Rumore, musica alta e soste fuori sentiero rovinano l’esperienza e disturbano la fauna, compresi gli uccelli acquatici che frequentano il bacino. Qui il turismo sostenibile non richiede gesti complicati, ma soprattutto discrezione.
Perché vale la pena inserirlo in un itinerario lento
Il bacino del Senaiga non è la meta giusta per chi cerca servizi sul lungolago, stabilimenti o una passeggiata completamente pianeggiante. È invece una scelta azzeccata per chi apprezza paesaggi raccolti, infrastrutture storiche e sentieri poco affollati.
Io lo visiterei dedicandogli almeno mezza giornata, oppure una giornata intera se si vuole unire l’anello alle frazioni di Lamon, alle grotte e a una sosta gastronomica. Partire con un programma realistico, controllare il meteo e lasciare spazio all’imprevisto sono le tre condizioni che fanno davvero la differenza.