Scalinata di Monesteroli, guida tra gradini e mare

26 settembre 2026

Scendendo la **scalinata Monesteroli**, si ammira il blu intenso del mare e la vegetazione mediterranea che abbraccia il sentiero.

Indice

Scendere verso il mare lungo la scalinata Monesteroli significa affrontare uno dei percorsi più spettacolari e impegnativi della costa ligure. In queste righe trovi dove si trova, da dove partire, quanto dura l’escursione, che difficoltà aspettarti e come viverla con rispetto per un territorio fragile.

Il necessario da sapere prima di partire

  • Partenza consigliata: Campiglia, frazione collinare della Spezia.
  • Percorso: oltre 1.100 gradini in pietra, spesso indicati come circa 1.200.
  • Difficoltà: escursionistica fino al bivio, più impegnativa nel tratto verso Monesteroli.
  • Tempo realistico: circa 4-5 ore per andata e ritorno, comprese pause e salita finale.
  • Attrezzatura: scarpe con suola aderente, acqua, protezione solare e bastoncini da trekking.

Che cos’è davvero la scalinata di Monesteroli

Monesteroli è un piccolo nucleo rurale della zona di Tramonti, tra La Spezia, Portovenere e le Cinque Terre. Le case, le antiche cantine e i terrazzamenti affacciati sul mare raccontano un paesaggio costruito lentamente da contadini e pescatori, non una località balneare organizzata.

La cosiddetta Scala Grande è una lunga sequenza di gradini in pietra arenaria che scende ripidamente lungo il versante. Il numero esatto varia a seconda del punto da cui si comincia a contare, ma si parla generalmente di oltre 1.100 gradini, spesso arrotondati a 1.200.

La parte più suggestiva è anche quella che richiede maggiore prudenza. Il fondo è irregolare, la pendenza è notevole e molti tratti non hanno parapetti. Io la considero un’escursione vera e propria, non una semplice passeggiata panoramica da inserire tra due visite ai borghi.

Ragazzo con cappello di paglia seduto sulla scalinata Monesteroli, guarda il mare blu con barche a vela.

Da dove partire e come seguire il percorso

Il punto di partenza più pratico è Campiglia, raggiungibile dalla Spezia in auto oppure con il trasporto pubblico locale, verificando gli orari aggiornati prima della partenza. Da qui si seguono le indicazioni per Fossola e Monesteroli, attraversando boschi, vigneti e antichi terrazzamenti.

Il sentiero ufficiale 535 del Parco Nazionale delle Cinque Terre misura circa 3,75 chilometri fino alla strada provinciale e presenta un dislivello indicato di circa 199 metri. Il tratto iniziale è classificato come escursionistico e richiede all’incirca un’ora e mezza in discesa, a seconda del passo.

Il bivio per la discesa finale conduce al sentiero 536. Da quel punto comincia la parte più famosa e faticosa, con la lunga scalinata che porta verso il borgo. Il ritorno segue lo stesso itinerario, ma cambia completamente ritmo: ciò che in discesa sembra facile diventa una salita continua e impegnativa.

Per questo motivo non calcolo mai l’escursione soltanto sulla durata dell’andata. Tra fotografie, pause e tratti da affrontare con attenzione, considero prudente prevedere almeno mezza giornata, soprattutto se è la prima volta.

Quanto è difficile e per chi è adatta

La difficoltà non dipende solo dal numero di gradini. Incidono il caldo, l’esposizione al sole, la qualità del fondo, la mancanza di protezioni in alcuni punti e il fatto che la salita venga affrontata quando le gambe sono già stanche.

Profilo del visitatore Valutazione pratica
Escursionista allenato Percorso adatto, con passo regolare e pause brevi.
Persona abituata a camminare in città Fattibile solo con prudenza, tempi più lunghi e buona preparazione.
Bambini piccoli Sconsigliato, soprattutto per la pendenza e i tratti esposti.
Problemi a ginocchia o caviglie Meglio scegliere un itinerario meno ripido.
Passeggini e mobilità ridotta Non compatibile con il fondo e con la conformazione del sentiero.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre indica il percorso verso Monesteroli come itinerario escursionistico, mentre il tratto della scala è considerato più impegnativo. Non serve affrontarlo con spirito competitivo: il momento giusto per fermarsi è prima della stanchezza, non quando l’equilibrio comincia a mancare.

Quando andare e cosa portare

Le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno, quando le temperature rendono più gestibile la salita. In estate partirei molto presto, evitando le ore centrali: la discesa può sembrare piacevole, ma il rientro sotto il sole diventa rapidamente pesante.

Dopo piogge intense, temporali o periodi di forte vento, il terreno può essere scivoloso e alcuni passaggi possono cambiare condizioni. Prima di partire controllo sempre meteo, eventuali allerte e stato dei sentieri sui canali ufficiali del Parco.

  • Scarpe da trekking o da trail con suola scolpita.
  • Almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, soprattutto nei mesi caldi.
  • Cappello, crema solare e occhiali da sole.
  • Uno spuntino semplice, perché lungo il percorso non bisogna contare su servizi disponibili.
  • Bastoncini da trekking, utili soprattutto durante la risalita.
  • Telefono carico e una piccola torcia, utile se il rientro dovesse allungarsi.

Evito sandali aperti e scarpe da ginnastica con suola liscia. Sono proprio questi dettagli, spesso sottovalutati, a fare la differenza tra un’escursione piacevole e una discesa affrontata con il freno tirato.

Il borgo, il mare e il paesaggio dei Tramonti

La ricompensa non è soltanto il panorama. Arrivando a Monesteroli si entra in un ambiente appartato, fatto di piccole costruzioni, muri a secco, vecchie cantine e fasce coltivate che scendono verso il mare.

Il paesaggio dei Tramonti mostra un volto diverso rispetto ai centri più conosciuti delle Cinque Terre. Qui non trovi la stessa concentrazione di ristoranti, negozi e servizi, e proprio questa assenza di infrastrutture turistiche è parte del suo carattere.

Non considero la discesa un semplice percorso verso una caletta. Il mare è affascinante, ma l’accesso alla costa può essere roccioso e non attrezzato. In caso di mare mosso, caldo eccessivo o stanchezza, è più saggio godersi il panorama e iniziare il ritorno senza cercare per forza un bagno.

Il Parco include la Scala Grande tra le testimonianze storiche del territorio. Camminando tra i terrazzamenti si capisce perché la manutenzione dei sentieri e dei muri a secco sia importante tanto quanto la loro bellezza.

Come viverla in modo responsabile

Monesteroli è un luogo delicato. Le case e i terreni non sono un parco giochi e molte aree appartengono a privati. Rimango sul tracciato, non entro negli edifici abbandonati e non scavalco i muri a secco per cercare un punto panoramico migliore.

Porto via ogni rifiuto, compresi fazzoletti e bucce di frutta, limito il rumore e lascio liberi i passaggi stretti. Anche scegliere un giorno meno affollato aiuta a ridurre la pressione su un itinerario che non è stato pensato per grandi flussi turistici.

La scelta più sostenibile è organizzare bene il rientro. Arrivare tardi, senza acqua o senza energie, può spingere a comportamenti poco prudenti e mette in difficoltà anche chi dovrebbe intervenire in caso di emergenza.

La scelta giusta è il ritmo, non il numero di gradini

La scalinata verso Monesteroli merita di essere percorsa da chi cerca un’esperienza intensa, storica e paesaggistica, non da chi vuole semplicemente aggiungere una fotografia alla lista delle Cinque Terre. Il panorama è straordinario, ma la salita di ritorno è il vero banco di prova.

Partire presto, controllare le condizioni del sentiero, portare acqua sufficiente e accettare un’andatura lenta permette di godere del percorso senza trasformarlo in una gara. Io la sceglierei proprio così, lasciando spazio alle pause e al paesaggio: a Monesteroli il valore dell’esperienza sta nel modo in cui si arriva, non soltanto nella meta.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La partenza più pratica è Campiglia, frazione collinare della Spezia. Da qui si seguono le indicazioni per Fossola e Monesteroli lungo il sentiero 535, fino al bivio con il sentiero 536 che conduce alla discesa finale.

Il percorso include oltre 1.100 gradini in pietra, spesso indicati come circa 1.200. Per andata e ritorno è prudente prevedere circa 4-5 ore, comprese pause, fotografie e la salita finale.

È un’escursione impegnativa, soprattutto nel tratto finale verso il borgo. Chi è abituato solo a camminare in città dovrebbe procedere con prudenza e tempi più lunghi; il percorso è sconsigliato a bambini piccoli, persone con problemi a ginocchia o caviglie, passeggini e persone con mobilità ridotta.

Primavera e autunno sono le stagioni più gestibili; in estate conviene partire molto presto. Servono scarpe con suola aderente, 1,5-2 litri d’acqua a persona, protezione solare, uno spuntino e, se possibile, bastoncini da trekking. Prima di partire è utile controllare meteo, allerte e stato dei sentieri.

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Concetta Costantini

Concetta Costantini

Mi chiamo Concetta Costantini e da 3 anni mi dedico con entusiasmo al turismo sostenibile, alla mobilità e all'enogastronomia. La mia passione per questi temi è nata durante un viaggio che mi ha aperto gli occhi sull'importanza di viaggiare in modo responsabile e di valorizzare le tradizioni culinarie locali. Scrivo per condividere informazioni utili e aggiornate, aiutando i lettori a comprendere le sfide e le opportunità legate a un turismo più consapevole. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare diverse informazioni, semplificando argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Mi piace seguire le tendenze del settore e organizzare le conoscenze in modo chiaro, affinché chi legge possa trovare spunti pratici e ispirazione per le proprie esperienze di viaggio.

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