Scendere verso il mare lungo la scalinata Monesteroli significa affrontare uno dei percorsi più spettacolari e impegnativi della costa ligure. In queste righe trovi dove si trova, da dove partire, quanto dura l’escursione, che difficoltà aspettarti e come viverla con rispetto per un territorio fragile.
Il necessario da sapere prima di partire
- Partenza consigliata: Campiglia, frazione collinare della Spezia.
- Percorso: oltre 1.100 gradini in pietra, spesso indicati come circa 1.200.
- Difficoltà: escursionistica fino al bivio, più impegnativa nel tratto verso Monesteroli.
- Tempo realistico: circa 4-5 ore per andata e ritorno, comprese pause e salita finale.
- Attrezzatura: scarpe con suola aderente, acqua, protezione solare e bastoncini da trekking.
Che cos’è davvero la scalinata di Monesteroli
Monesteroli è un piccolo nucleo rurale della zona di Tramonti, tra La Spezia, Portovenere e le Cinque Terre. Le case, le antiche cantine e i terrazzamenti affacciati sul mare raccontano un paesaggio costruito lentamente da contadini e pescatori, non una località balneare organizzata.
La cosiddetta Scala Grande è una lunga sequenza di gradini in pietra arenaria che scende ripidamente lungo il versante. Il numero esatto varia a seconda del punto da cui si comincia a contare, ma si parla generalmente di oltre 1.100 gradini, spesso arrotondati a 1.200.
La parte più suggestiva è anche quella che richiede maggiore prudenza. Il fondo è irregolare, la pendenza è notevole e molti tratti non hanno parapetti. Io la considero un’escursione vera e propria, non una semplice passeggiata panoramica da inserire tra due visite ai borghi.

Da dove partire e come seguire il percorso
Il punto di partenza più pratico è Campiglia, raggiungibile dalla Spezia in auto oppure con il trasporto pubblico locale, verificando gli orari aggiornati prima della partenza. Da qui si seguono le indicazioni per Fossola e Monesteroli, attraversando boschi, vigneti e antichi terrazzamenti.
Il sentiero ufficiale 535 del Parco Nazionale delle Cinque Terre misura circa 3,75 chilometri fino alla strada provinciale e presenta un dislivello indicato di circa 199 metri. Il tratto iniziale è classificato come escursionistico e richiede all’incirca un’ora e mezza in discesa, a seconda del passo.
Il bivio per la discesa finale conduce al sentiero 536. Da quel punto comincia la parte più famosa e faticosa, con la lunga scalinata che porta verso il borgo. Il ritorno segue lo stesso itinerario, ma cambia completamente ritmo: ciò che in discesa sembra facile diventa una salita continua e impegnativa.
Per questo motivo non calcolo mai l’escursione soltanto sulla durata dell’andata. Tra fotografie, pause e tratti da affrontare con attenzione, considero prudente prevedere almeno mezza giornata, soprattutto se è la prima volta.
Quanto è difficile e per chi è adatta
La difficoltà non dipende solo dal numero di gradini. Incidono il caldo, l’esposizione al sole, la qualità del fondo, la mancanza di protezioni in alcuni punti e il fatto che la salita venga affrontata quando le gambe sono già stanche.
| Profilo del visitatore | Valutazione pratica |
|---|---|
| Escursionista allenato | Percorso adatto, con passo regolare e pause brevi. |
| Persona abituata a camminare in città | Fattibile solo con prudenza, tempi più lunghi e buona preparazione. |
| Bambini piccoli | Sconsigliato, soprattutto per la pendenza e i tratti esposti. |
| Problemi a ginocchia o caviglie | Meglio scegliere un itinerario meno ripido. |
| Passeggini e mobilità ridotta | Non compatibile con il fondo e con la conformazione del sentiero. |
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre indica il percorso verso Monesteroli come itinerario escursionistico, mentre il tratto della scala è considerato più impegnativo. Non serve affrontarlo con spirito competitivo: il momento giusto per fermarsi è prima della stanchezza, non quando l’equilibrio comincia a mancare.
Quando andare e cosa portare
Le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno, quando le temperature rendono più gestibile la salita. In estate partirei molto presto, evitando le ore centrali: la discesa può sembrare piacevole, ma il rientro sotto il sole diventa rapidamente pesante.
Dopo piogge intense, temporali o periodi di forte vento, il terreno può essere scivoloso e alcuni passaggi possono cambiare condizioni. Prima di partire controllo sempre meteo, eventuali allerte e stato dei sentieri sui canali ufficiali del Parco.
- Scarpe da trekking o da trail con suola scolpita.
- Almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, soprattutto nei mesi caldi.
- Cappello, crema solare e occhiali da sole.
- Uno spuntino semplice, perché lungo il percorso non bisogna contare su servizi disponibili.
- Bastoncini da trekking, utili soprattutto durante la risalita.
- Telefono carico e una piccola torcia, utile se il rientro dovesse allungarsi.
Evito sandali aperti e scarpe da ginnastica con suola liscia. Sono proprio questi dettagli, spesso sottovalutati, a fare la differenza tra un’escursione piacevole e una discesa affrontata con il freno tirato.
Il borgo, il mare e il paesaggio dei Tramonti
La ricompensa non è soltanto il panorama. Arrivando a Monesteroli si entra in un ambiente appartato, fatto di piccole costruzioni, muri a secco, vecchie cantine e fasce coltivate che scendono verso il mare.
Il paesaggio dei Tramonti mostra un volto diverso rispetto ai centri più conosciuti delle Cinque Terre. Qui non trovi la stessa concentrazione di ristoranti, negozi e servizi, e proprio questa assenza di infrastrutture turistiche è parte del suo carattere.
Non considero la discesa un semplice percorso verso una caletta. Il mare è affascinante, ma l’accesso alla costa può essere roccioso e non attrezzato. In caso di mare mosso, caldo eccessivo o stanchezza, è più saggio godersi il panorama e iniziare il ritorno senza cercare per forza un bagno.
Il Parco include la Scala Grande tra le testimonianze storiche del territorio. Camminando tra i terrazzamenti si capisce perché la manutenzione dei sentieri e dei muri a secco sia importante tanto quanto la loro bellezza.
Come viverla in modo responsabile
Monesteroli è un luogo delicato. Le case e i terreni non sono un parco giochi e molte aree appartengono a privati. Rimango sul tracciato, non entro negli edifici abbandonati e non scavalco i muri a secco per cercare un punto panoramico migliore.
Porto via ogni rifiuto, compresi fazzoletti e bucce di frutta, limito il rumore e lascio liberi i passaggi stretti. Anche scegliere un giorno meno affollato aiuta a ridurre la pressione su un itinerario che non è stato pensato per grandi flussi turistici.
La scelta più sostenibile è organizzare bene il rientro. Arrivare tardi, senza acqua o senza energie, può spingere a comportamenti poco prudenti e mette in difficoltà anche chi dovrebbe intervenire in caso di emergenza.
La scelta giusta è il ritmo, non il numero di gradini
La scalinata verso Monesteroli merita di essere percorsa da chi cerca un’esperienza intensa, storica e paesaggistica, non da chi vuole semplicemente aggiungere una fotografia alla lista delle Cinque Terre. Il panorama è straordinario, ma la salita di ritorno è il vero banco di prova.
Partire presto, controllare le condizioni del sentiero, portare acqua sufficiente e accettare un’andatura lenta permette di godere del percorso senza trasformarlo in una gara. Io la sceglierei proprio così, lasciando spazio alle pause e al paesaggio: a Monesteroli il valore dell’esperienza sta nel modo in cui si arriva, non soltanto nella meta.