Patente A2, quali moto puoi guidare e come evitare multe

21 settembre 2026

Guida patente A2: scopri quali moto puoi guidare con questa licenza, da sportive a enduro.

Indice

Hai trovato una moto che ti piace, ma non sai se rientra nei limiti della patente A2? La risposta non dipende soltanto dalla cilindrata: contano potenza, rapporto peso-potenza ed eventuale depotenziamento. Qui chiarisco quali veicoli puoi guidare, come controllare il libretto, cosa cambia per 125, tricicli e ciclomotori e quali rischi corri in caso di ingresso irregolare in una ZTL.

La risposta breve è nei limiti tecnici, non nella cilindrata

  • 35 kW è la potenza massima consentita per un motociclo A2.
  • Il rapporto potenza-peso non può superare 0,2 kW/kg.
  • Una moto depotenziata deve derivare da un modello con potenza originaria non superiore a 70 kW.
  • La cilindrata non è il criterio principale: anche una moto di cilindrata elevata può essere guidabile se rispetta tutti i limiti.
  • La patente A2 non autorizza automaticamente l’ingresso in ogni ZTL.

Quali motocicli puoi guidare con la patente A2

La patente A2 si consegue a partire dai 18 anni e permette di guidare motocicli con potenza nominale non superiore a 35 kW, equivalenti a circa 47,6 CV. Il secondo requisito riguarda il rapporto tra potenza e massa, che non deve superare 0,2 kW/kg.

Il limite vale per moto, naked, enduro stradali, sportive, custom e scooter di categoria compatibile. Non conta il nome commerciale del modello e non basta leggere la cilindrata indicata nella pubblicità. Quando controllo una moto A2, parto sempre dai dati di omologazione riportati sulla carta di circolazione.

Parametro Limite A2 Cosa significa
Età minima 18 anni È l’età per conseguire la patente A2.
Potenza massima 35 kW La potenza indicata per il veicolo non può superare questo valore.
Rapporto potenza-peso 0,2 kW/kg Anche una moto da 35 kW deve rispettare questo rapporto.
Versione originaria Massimo 70 kW Il limite riguarda le moto depotenziate.

La regola dei 70 kW crea spesso confusione. Una moto omologata a 35 kW può essere guidata con A2 anche se deriva da una versione più potente, ma la versione originale non deve superare il doppio del limite A2. Una moto portata a 35 kW partendo da un modello da 80 kW, invece, non rientra nei requisiti.

La cilindrata non decide da sola

Una 300 cm³ con 40 kW non è guidabile con A2, mentre una 500 cm³ o una 650 cm³ omologata a 35 kW potrebbe esserlo. Il punto decisivo è sempre la combinazione tra potenza dichiarata, rapporto peso-potenza e origine del modello.

Per questo eviterei di fidarmi di frasi come “è una moto A2” presenti negli annunci. Possono riferirsi a una versione depotenziata, a un allestimento diverso o semplicemente a un errore del venditore.

Cosa cambia per 125, ciclomotori e tricicli

La patente A2 comprende anche i veicoli della categoria A1. In pratica, puoi guidare motocicli fino a 125 cm³, con potenza massima di 11 kW e rapporto potenza-peso non superiore a 0,1 kW/kg, oltre ai tricicli A1 fino a 15 kW.

Questo non significa che ogni veicolo a tre ruote sia consentito. I tricicli con potenza superiore a 15 kW richiedono la patente A e, per la guida di questa categoria, occorre avere almeno 21 anni. È una distinzione importante soprattutto per alcuni scooter a tre ruote, spesso percepiti erroneamente come equivalenti ai modelli A1.

Anche i ciclomotori hanno una classificazione propria. Per quelli della categoria AM valgono i limiti specifici di cilindrata, velocità e potenza previsti per i ciclomotori. Non puoi invece guidare automobili, quadricicli pesanti o motocicli che richiedono la categoria A solo perché possiedi una patente A2.

La patente A arriva a 24 anni con accesso diretto oppure a 20 anni dopo almeno due anni di patente A2, secondo il percorso previsto. È il passaggio necessario per guidare motocicli senza i limiti di potenza della categoria intermedia.

Come verificare una moto prima di acquistarla o noleggiarla

Il controllo più sicuro richiede pochi minuti e può evitarti un acquisto sbagliato. Chiederei sempre una copia della carta di circolazione e verificherei i dati tecnici prima di versare una caparra o ritirare la moto.

  1. Controlla la potenza in kW riportata sul documento.
  2. Verifica il rapporto potenza-peso indicato o ricavabile dai dati di omologazione.
  3. Se la moto è depotenziata, chiedi la documentazione che dimostri la potenza della versione originale.
  4. Controlla che la modifica sia stata regolarmente registrata e non sia soltanto un intervento meccanico.
  5. Verifica eventuali codici unionali sulla patente, soprattutto il codice 78.

Il codice 78 indica che l’esame è stato svolto su un veicolo con cambio automatico e limita la guida ai veicoli dotati dello stesso tipo di cambio. È un dettaglio che può sfuggire quando si passa da uno scooter a una moto con cambio manuale.

Leggi anche: Sorpasso linea continua - Multe, punti e rischi reali

Il mezzo d’esame non coincide con ogni moto A2

Per sostenere l’esame pratico, il motociclo deve rispettare requisiti minimi specifici, tra cui potenza compresa tra 20 e 35 kW e, per i motori a combustione, cilindrata generalmente non inferiore a 250 cm³. Questi requisiti riguardano il veicolo usato all’esame, non stabiliscono una cilindrata minima per tutte le moto che potrai guidare dopo aver ottenuto la patente.

Le regole che restano anche con una moto perfettamente in regola

Una moto compatibile con A2 non è automaticamente libera da ogni limitazione. Nei primi tre anni dal conseguimento della patente A2 valgono limiti di velocità specifici per i neopatentati: 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali.

Restano poi obbligatori casco omologato, documenti validi, assicurazione e rispetto delle condizioni di omologazione del veicolo. Se la moto è registrata per due persone, il passeggero può essere trasportato solo quando sella, pedane e caratteristiche del mezzo lo consentono.

Per viaggiare in modo più responsabile, soprattutto nei centri storici e nelle località turistiche, conviene considerare anche consumi, classe ambientale e possibilità di parcheggio. Una moto compatibile con A2 può ridurre ingombro e traffico, ma non è automaticamente esente dai divieti ambientali locali.

Patente A2 e ZTL cosa controllare prima di entrare

La patente A2 non dà un’autorizzazione generale ad accedere alle zone a traffico limitato. Le regole dipendono dal Comune: alcune ZTL consentono il passaggio delle motociclette, altre lo vietano in determinati orari oppure richiedono una registrazione della targa.

Non bisogna confondere la ZTL con le aree a basse emissioni. Una moto può essere ammessa nella prima ma limitata nella seconda in base alla classe ambientale o al tipo di alimentazione. Anche le moto elettriche possono dover essere registrate, nonostante le disposizioni favorevoli previste per i veicoli a propulsione elettrica.

Prima di partire per una città d’arte o per un borgo turistico, io controllerei sempre tre elementi:

  • la segnaletica all’ingresso della zona;
  • gli orari di attivazione indicati dal Comune;
  • l’eventuale procedura per autorizzare o registrare la targa.

La telecamera legge la targa, non la categoria della patente. Se il Comune prevede un permesso e non lo hai richiesto, il fatto di essere in sella a una moto invece che in automobile non basta a evitare la sanzione.

Le multe più pesanti da evitare

L’ingresso non autorizzato in una ZTL comporta una sanzione amministrativa generalmente compresa tra 83 e 332 euro, oltre agli eventuali costi di notifica. Quando previsto dal verbale, il pagamento entro cinque giorni consente di accedere alla riduzione del 30 per cento.

Più grave è guidare un motociclo che richiede la patente A quando si possiede soltanto la A2. In questo caso la sanzione prevista per la guida con categoria diversa va da 1.021 a 4.084 euro e può aggiungersi la sospensione della patente da quattro a otto mesi.

Il rischio nasce spesso da una depotenziata non regolare o da un modello che supera i 70 kW nella versione originale. Anche se la potenza è stata ridotta materialmente, il veicolo non è guidabile con A2 se la modifica non rispetta i requisiti tecnici e documentali.

Non trascurerei nemmeno le infrazioni più comuni, come velocità, casco non omologato, assicurazione scaduta o accesso in un’area vietata. In caso di viaggio, una sosta fuori dal centro e un breve tratto a piedi sono spesso una soluzione più semplice e meno costosa di una multa ricevuta per fretta.

La verifica che ti evita quasi tutte le sorprese

Per capire cosa puoi guidare con la patente A2, controlla sempre 35 kW, rapporto massimo di 0,2 kW/kg e origine della versione depotenziata. Solo dopo verifica cilindrata, tipo di veicolo, codice 78 e regole locali sulla circolazione.

La domanda giusta non è quindi “quanti centimetri cubici ha questa moto?”, ma “i dati riportati sui documenti rispettano tutti i requisiti A2?”. È questo controllo, fatto prima dell’acquisto o della partenza, che rende più sicuro ogni itinerario e ti permette di vivere la mobilità su due ruote senza brutte sorprese.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La moto deve avere una potenza massima di 35 kW e un rapporto potenza-peso non superiore a 0,2 kW/kg. Se è depotenziata, il modello originale non deve superare 70 kW. La cilindrata da sola non determina l'idoneità.

Una moto non è valida se deriva da un modello con potenza originaria superiore a 70 kW oppure se la modifica non è regolarmente registrata nei documenti. Non basta quindi una riduzione effettuata soltanto a livello meccanico.

La A2 comprende i veicoli A1, quindi motocicli fino a 125 cm³, 11 kW e 0,1 kW/kg, oltre ai tricicli fino a 15 kW. I ciclomotori seguono invece i limiti della categoria AM. I tricicli oltre 15 kW richiedono la patente A e almeno 21 anni.

No. L'accesso dipende dalle regole del Comune, dagli orari della ZTL e dall'eventuale registrazione della targa. L'ingresso non autorizzato può comportare una sanzione generalmente compresa tra 83 e 332 euro, con riduzione del 30 per cento pagando entro cinque giorni quando previsto.

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Cristyn Ferrari

Cristyn Ferrari

Mi chiamo Cristyn Ferrari e ho cinque anni di esperienza nel campo del turismo sostenibile, della mobilità e dell'enogastronomia. La mia passione per questi temi è nata durante i miei viaggi, quando ho scoperto quanto sia importante viaggiare in modo responsabile e apprezzare le tradizioni culinarie locali. Scrivo per aiutare i lettori a comprendere le sfide e le opportunità che offre il turismo sostenibile, offrendo informazioni chiare e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che ciò che condivido sia utile e preciso. Mi piace semplificare argomenti complessi, rendendoli accessibili a tutti, e seguire le ultime tendenze per presentare un quadro completo e attuale. Condivido la mia esperienza e le mie conoscenze per ispirare un approccio consapevole e informato al viaggio e alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche.

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