Una passeggiata con il Sassolungo davanti agli occhi può sembrare semplice, ma a 2.300 metri cambiano tempi, meteo e preparazione. Il Rifugio Friedrich August, sul Col Rodella al Passo Sella, è un punto di partenza ideale per esplorare sentieri panoramici tra Val di Fassa e Val Gardena. Qui raccolgo le informazioni pratiche su accesso, trekking, difficoltà, pernottamento e mobilità sostenibile.
Il punto di partenza ideale per camminare tra Sassolungo e Sassopiatto
- Posizione: Col Rodella, presso il Passo Sella, a circa 2.300 metri.
- Accesso estivo: circa 20 minuti a piedi dal Passo Sella oppure funivia da Campitello di Fassa.
- Itinerario più famoso: il Sentiero Friedrich August verso i rifugi Pertini e Sassopiatto.
- Stagione 2026: le camere risultano disponibili dal 12 giugno al 27 settembre, secondo le date pubblicate dalla struttura.
- Prezzi indicativi: da 95 euro a persona con mezza pensione, fino a 170 euro per la camera panoramica.
Dove si trova e perché vale la pena fermarsi
Il rifugio si trova in località Col Rodella, tra il Passo Sella, la Val di Fassa e la Val Gardena. La posizione permette di osservare da vicino il Sassolungo, il Sassopiatto, il gruppo del Sella, il Catinaccio e, in condizioni limpide, anche la Marmolada.
Per me il suo punto di forza non è soltanto il panorama. La struttura funziona soprattutto come base strategica per escursioni di livello diverso: si può arrivare per una passeggiata breve, fermarsi per una pausa panoramica oppure organizzare una giornata intera sui sentieri d’alta quota.
L’altitudine richiede comunque un minimo di rispetto. Anche il percorso più facile può diventare faticoso con sole intenso, vento o temporali improvvisi. Chi non è abituato alla quota dovrebbe evitare di riempire la giornata con troppi chilometri e concedersi tempo per adattarsi.

Come arrivare senza complicare la giornata
Dal Passo Sella
In estate il collegamento più semplice parte dal Passo Sella. Lasciata l’auto, si raggiunge il rifugio con una camminata di circa 20 minuti. Il tratto è breve, ma resta un sentiero di montagna, quindi scarpe con buona suola e una giacca antivento sono più sensate delle normali scarpe da città.
Da Campitello di Fassa
Una soluzione comoda e più sostenibile consiste nel raggiungere Campitello di Fassa e utilizzare la funivia del Col Rodella. Dall’arrivo degli impianti il rifugio è vicino e si può iniziare subito a camminare in quota, senza affrontare una lunga salita dal fondovalle.
Questa scelta è particolarmente utile per chi viaggia con bambini, per chi vuole conservare energie per il trekking o per chi preferisce ridurre l’uso dell’auto. Prima di partire controllerei sempre gli orari degli impianti, perché una variazione stagionale può cambiare completamente il programma di rientro.
In auto e in inverno
Gli ospiti estivi possono raggiungere la struttura anche attraverso una strada privata sterrata, utilizzando il codice fornito al momento della prenotazione. Per una semplice escursione giornaliera, però, non farei affidamento su questa possibilità senza verificare prima accesso, parcheggio e condizioni della strada.
In inverno il rifugio non è raggiungibile a piedi o con le ciaspole. Gli ospiti vengono accompagnati dal Passo Sella o dal rifugio Carlo Valentini con motoslitta o gatto delle nevi, in fasce orarie prestabilite. È un dettaglio importante per evitare di pianificare erroneamente un’escursione invernale autonoma.
I sentieri più interessanti dal rifugio
Il percorso più naturale è il Sentiero Friedrich August, che attraversa pendii erbosi ai piedi del Sassolungo e del Sassopiatto. Il terreno presenta saliscendi continui, ma il valore dell’itinerario sta proprio nella vista che cambia a ogni tratto, con affacci sulla Val di Fassa e sulle grandi pareti dolomitiche.
| Itinerario | Impegno | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Passo Sella - rifugio | Facile, circa 20 minuti | Escursionisti occasionali e famiglie abituate a camminare |
| Sentiero Friedrich August verso Pertini e Sassopiatto | Facile o medio, secondo la distanza scelta | Chi cerca un trekking panoramico senza passaggi tecnici |
| Giro del Sassolungo e Sassopiatto | Medio, da programmare come giornata intera | Escursionisti allenati con buona gestione dei tempi |
| Salita alla cima del Sassopiatto | Impegnativa, quota massima circa 2.958 metri | Persone esperte, con meteo stabile e passo sicuro |
| Val Duron e Lago d’Antermoia | Impegnativa e lunga | Escursionisti allenati, preparati a dislivello e cambi di terreno |
Il tratto verso il rifugio Pertini e il Sassopiatto
È la scelta che consiglierei alla maggior parte dei visitatori. Si può camminare per un tratto breve fino al rifugio Pertini oppure proseguire verso il Sassopiatto, regolando la distanza in base a forma fisica, meteo e orario di rientro.
Il sentiero non va però confuso con una passeggiata pianeggiante. I saliscendi e l’esposizione al sole possono stancare più del previsto, soprattutto nelle ore centrali. Porterei almeno acqua, protezione solare e una riserva alimentare anche se si prevede una sosta in rifugio.
Il giro del Sassolungo e del Sassopiatto
Il grande anello offre una delle esperienze più complete della zona, ma richiede una giornata ben organizzata. Il paesaggio cambia continuamente tra prati, forcelle, ghiaioni e pareti rocciose, perciò non lo affronterei con lo stesso equipaggiamento usato per una breve passeggiata dal passo.
Il tempo effettivo dipende dalla variante, dalle soste e dagli impianti eventualmente utilizzati. La mia regola è partire presto, fissare un’ora limite per il rientro e rinunciare alla parte finale se il cielo peggiora. In montagna, la possibilità di accorciare l’itinerario vale più di qualsiasi programma rigido.
Leggi anche: Sappada - Le camminate facili che valgono davvero la pena
Le escursioni più impegnative
Dal rifugio si possono collegare itinerari verso la Val Duron, il Lago d’Antermoia, il Pisciadù e altre zone del gruppo del Sella. Sono percorsi adatti a chi possiede esperienza su terreni rocciosi e sa interpretare correttamente dislivello, tempi e condizioni del sentiero.
La salita alla cima del Sassopiatto arriva a circa 2.958 metri e non è una semplice estensione del percorso panoramico. Per ferrate e itinerari alpinistici servono preparazione specifica, casco, imbrago e kit adeguato. Se manca esperienza, sceglierei una guida alpina invece di improvvisare.
Dormire al rifugio e capire quale sistemazione scegliere
Le camere pubblicate per la stagione 2026 indicano un periodo dal 12 giugno al 27 settembre. La prenotazione anticipata è prudente soprattutto nei fine settimana estivi, quando la posizione e la facilità di accesso rendono la struttura molto richiesta.
| Sistemazione | Prezzo indicativo | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Doppia o family con bagno condiviso | 95 euro a persona | Mezza pensione e servizi comuni |
| Doppia con bagno privato | 120 euro a persona | Maggiore privacy e servizi in camera |
| Panoramic Superior | 170 euro a persona | Vista ampia, balcone, sauna a infrarossi e dotazioni premium |
I prezzi sono indicati per persona e con mezza pensione. Per l’uso singolo della camera doppia è previsto un supplemento del 30%, mentre disponibilità, servizi inclusi e condizioni possono cambiare. Prima di confermare controllerei sempre il riepilogo della prenotazione, soprattutto se si viaggia fuori stagione.
Pernottare in quota ha senso se si vuole vivere il paesaggio con più calma. Alzarsi presto permette di camminare con temperature più gradevoli e meno affollamento, mentre rientrare dopo il tramonto può essere scomodo se non si conoscono bene i sentieri. Io sceglierei il pernottamento soprattutto per costruire un itinerario di due giorni, non soltanto per dormire in una camera panoramica.
Come preparare un trekking sicuro e più sostenibile
A questa quota il meteo può cambiare rapidamente. Prima della partenza verificherei previsioni, apertura degli impianti, condizioni dei sentieri e orari di rientro, senza affidarmi soltanto alla traccia salvata sul telefono.
- Calzature: scarponcini o scarpe da trekking con suola scolpita.
- Acqua: almeno 1,5 litri a persona per un’escursione di alcune ore.
- Abbigliamento: guscio impermeabile, strato caldo leggero, cappello e guanti sottili.
- Orientamento: mappa offline, batteria esterna e numeri utili salvati.
- Protezione: crema solare, occhiali con filtro adeguato e kit di primo soccorso.
- Ferrate: casco, imbrago e dissipatore solo quando il percorso lo richiede davvero.
La mobilità più coerente con l’ambiente è arrivare in valle con i mezzi pubblici e usare la funivia da Campitello, quando gli orari lo permettono. In quota eviterei scorciatoie fuori sentiero, raccoglierei i rifiuti e terrei i cani sotto controllo vicino a pascoli e animali.
Anche la scelta del cibo può sostenere il territorio. Mangiare in rifugio riduce il peso trasportato nello zaino e permette di valorizzare prodotti locali, ma non significa lasciare a casa l’acqua o una piccola scorta personale. Nei periodi affollati conviene prenotare il pernottamento e chiedere in anticipo eventuali esigenze alimentari.
La scelta migliore dipende dal tempo che avete
Per una prima visita sceglierei il percorso breve dal Passo Sella e una prosecuzione sul Sentiero Friedrich August verso il Pertini, rientrando prima che il meteo cambi. È l’opzione con il miglior equilibrio tra panorama, impegno fisico e flessibilità.
Chi ha una giornata intera può puntare al giro del Sassolungo e del Sassopiatto, mentre gli escursionisti esperti possono valutare Val Duron, Antermoia o itinerari più tecnici. Il rifugio dà accesso a molte possibilità, ma proprio per questo conviene scegliere un solo obiettivo principale e lasciare margine per imprevisti.
In definitiva, questa struttura rende al meglio quando viene vissuta come una base alpina e non soltanto come una meta fotografica. Arrivare senza fretta, camminare rispettando quota e ambiente e verificare le condizioni aggiornate trasforma una semplice sosta sul Col Rodella in un’esperienza dolomitica completa.