Bivacco Menegazzi, itinerari e consigli per la salita

29 ottobre 2026

Un piccolo rifugio, il bivacco Menegazzi, si erge in un prato fiorito ai piedi di imponenti vette rocciose.

Indice

Una salita al bivacco Menegazzi non è soltanto una passeggiata verso un ricovero alpino: è un’escursione panoramica ai piedi delle Pale di San Martino, da preparare tenendo conto di quota, stagione e condizioni del sentiero. In questa guida trovi dove si trova, come arrivare da Sarasin o da Domadore, cosa offre la struttura, quali collegamenti permettono di prolungare il trekking e quale attrezzatura portare.

Le informazioni essenziali per organizzare l’escursione

  • Quota di arrivo a circa 1.737 metri, in località Pian Lonch nel comune di Gosaldo.
  • Accesso principale dalla frazione di Sarasin, seguendo il sentiero CAI 720.
  • Dislivello invernale di circa 600 metri e durata indicativa di 4-5 ore complessive.
  • Struttura incustodita con cucina a legna, arredi essenziali e posti letto, ma senza servizi alberghieri.
  • Attrezzatura indispensabile variabile in base alla stagione, con particolare prudenza sulla neve.

Bivacco Menegazzi, un rifugio bianco innevato sotto maestose montagne rocciose. Un cartello indica sentieri e distanze.

Dove si trova e perché merita la salita

Il bivacco si trova in località Pian Lonch, a 1.737 metri di quota, nel territorio di Gosaldo, in provincia di Belluno. La posizione è uno dei suoi punti di forza: il ricovero guarda verso la Croda Granda, il Sass d’Ortiga e la Pala della Madonna, con ampie vedute sul Piz di Sagron, sui Monti del Sole e sulle Vette Feltrine.

La meta appartiene all’area delle Pale di San Martino ed è interessante proprio perché offre un ambiente dolomitico spettacolare senza richiedere, nell’itinerario estivo più semplice, le difficoltà tecniche di una ferrata o di una salita alpinistica. Io la considero una buona scelta per chi vuole fare esperienza di escursionismo in quota, purché non confonda la presenza di un sentiero agevole con una passeggiata completamente priva di impegno.

L’intento di chi arriva qui è soprattutto escursionistico e panoramico. Il bivacco può essere la destinazione di una giornata, una pausa durante un giro ad anello oppure un punto d’appoggio per itinerari più lunghi verso il Passo di Luna e i rifugi delle Pale.

Il percorso più semplice da Sarasin

L’accesso più conosciuto parte da Sarasin, frazione di Gosaldo posta a circa 1.150 metri, e segue il sentiero CAI 720 verso Pian Lonch. Il dislivello positivo è vicino ai 600 metri. Il tempo cambia molto in base al fondo, alla neve e alle soste, ma per l’uscita invernale indicata dal CAI Belluno viene considerata una durata complessiva di circa 4-5 ore.

Accesso Caratteristiche Quando sceglierlo
Sarasin Partenza intorno a 1.150 m, arrivo a 1.737 m, dislivello di circa 600 m Per una salita diretta al bivacco, a piedi o con racchette da neve
Domadore Strada forestale verso Malga Cavallera e collegamento con la traccia per Pian Lonch Per un itinerario ad anello o per combinare bivacco e malga

Il fondo non è uniforme per tutto il percorso. In estate si incontrano strada forestale, tracce nel bosco e tratti di pascolo; dopo piogge intense possono comparire fango, erosioni e piccoli guadi. In inverno la stessa salita cambia completamente: la traccia può essere coperta, i tempi si allungano e la classificazione diventa EAI, escursionismo in ambiente innevato.

Prima di partire controllo sempre tre elementi: bollettino meteo, stato della strada di accesso e presenza di neve o ghiaccio. Una traccia descritta come semplice in una guida estiva non offre le stesse garanzie a febbraio, soprattutto nel rientro pomeridiano quando la visibilità cala rapidamente.

La variante da Domadore e Malga Cavallera

Un’altra possibilità parte dalla località Domadore, poco oltre il Passo Cereda, e segue la strada forestale in direzione di Malga Cavallera lungo il tracciato del CAI 720. Dopo circa 35 minuti si raggiunge Pra’ de la Forca; proseguendo ancora per un tratto si incontra la deviazione verso la Valle dei Molini e il bivacco.

La variante è utile perché consente di costruire un giro più articolato, abbinando il ricovero alla Malga Cavallera, a circa 1.680 metri. Dalla malga il panorama sulle Pale Orientali, dall’Agnèr al Feltraio, è particolarmente aperto. Il percorso è quindi interessante anche per chi non vuole pernottare e preferisce una giornata tra pascoli, strade forestali e punti panoramici.

Non la sceglierei però alla cieca in pieno inverno. La presenza di neve può rendere poco visibili le deviazioni laterali e la strada forestale non elimina i rischi legati a ghiaccio, valanghe o rientro con poca luce. Una mappa escursionistica aggiornata e una traccia GPS possono aiutare, ma non sostituiscono la capacità di leggere il terreno.

Cosa offre il ricovero alpino

Il Menegazzi è un bivacco pubblico e incustodito, non un rifugio con gestore, bar o servizio di prenotazione. La scheda turistica dell’Agordino lo indica aperto sia in estate sia in inverno, ma una struttura non custodita può avere problemi temporanei, manutenzioni o condizioni interne diverse da quelle attese.

All’interno sono disponibili una cucina a legna, arredi essenziali e posti letto al piano superiore. Per dormire bisogna portare il sacco a pelo, oltre a materassino, lampada frontale e cibo sufficiente. Non darei per scontata la presenza di acqua potabile, elettricità o stoviglie in buono stato: in montagna è più prudente essere autosufficienti.

All’esterno si trovano tavoli da picnic e un focolare. Il fuoco va usato con grande attenzione e soltanto dove previsto, verificando prima eventuali divieti locali legati alla stagione o al rischio d’incendio. Il posto letto non è garantito: se si programma un pernottamento, bisogna accettare la possibilità di trovare il bivacco già occupato.

Come trasformare la meta in un trekking più lungo

Il bivacco non è isolato da altri itinerari. Il sentiero CAI 773 lo collega al Passo di Luna e, da lì, al Rifugio Scarpa-Gurekian. Il CAI 720 permette invece di inserirlo in un itinerario verso il Rifugio Treviso in Val Canali, ma il prolungamento richiede più esperienza, passo sicuro e una valutazione attenta dei tempi.

Tipo di uscita Impegno richiesto Per chi è adatta
Andata e ritorno al bivacco Dislivello moderato, gestione autonoma della giornata Escursionisti con preparazione di base
Bivacco e Malga Cavallera Percorso più panoramico, con possibili deviazioni Chi cerca un giro ad anello senza pernottare
Traversata verso rifugi e passi Maggiore lunghezza, orientamento e variabilità del terreno Escursionisti esperti, con carta e controllo delle condizioni

Il mio consiglio è di non aggiungere chilometri solo perché la carta mostra un collegamento. In Dolomiti la distanza può sembrare breve, mentre dislivello, fondo roccioso e cambi di meteo fanno crescere rapidamente l’impegno. Per una prima visita, l’andata e ritorno con eventuale passaggio a Malga Cavallera offre già una giornata completa.

Stagione, sicurezza e attrezzatura

Estate e autunno

Tra tarda primavera e autunno il percorso è generalmente più leggibile, ma la quota resta sufficiente per trovare nebbia, vento e temperature basse anche in giornate soleggiate a valle. Servono scarponi con suola scolpita, giacca impermeabile, acqua, protezione solare e una lampada frontale per eventuali ritardi.

In autunno aggiungerei uno strato caldo e partirei presto. Le ore di luce diminuiscono, le foglie possono coprire il sentiero e il terreno umido diventa scivoloso soprattutto nei tratti in discesa.

Leggi anche: Rifugio Sette Selle - La guida completa per la tua escursione

Inverno e neve

Con neve stabile e condizioni favorevoli, il percorso può essere affrontato con racchette da neve. Se il bollettino segnala rischio valanghe, però, non basta avere l’attrezzatura: ARTVA, pala e sonda devono essere accompagnati da formazione reale e capacità di valutare il pendio.

  • Controlla meteo e bollettino valanghe prima della partenza.
  • Porta ciaspole, bastoncini e ramponcini in base al fondo previsto.
  • Considera almeno un margine di tempo per il rientro con luce naturale.
  • Comunica a qualcuno itinerario e orario previsto di ritorno.
  • Evita di proseguire se la traccia è cancellata o la visibilità peggiora.

La difficoltà più sottovalutata in inverno non è sempre la salita, ma il ritorno. Neve trasformata, ghiaccio e stanchezza possono rendere molto più lento il tratto che all’andata sembrava semplice.

Rispetto del bivacco e del territorio

Un ricovero incustodito funziona soltanto se chi lo usa lascia condizioni almeno pari a quelle trovate. Porto via ogni rifiuto, pulisco la zona cucina, risparmio la legna e non lascio alimenti deperibili. Anche una piccola scorta abbandonata può attirare animali e creare problemi a chi arriva dopo.

Non bisogna danneggiare arredi, raccogliere legna nel bosco o accendere fuochi fuori dagli spazi predisposti. Se il bivacco è pieno, si rinuncia al pernottamento: non è un campeggio libero e non si montano tende accanto alla struttura senza verificare le regole dell’area.

Per ridurre l’impatto, la soluzione più semplice è condividere l’auto fino al punto di partenza e concentrare la visita su una sola uscita ben preparata. La montagna non ha bisogno di grandi gesti, ma di comportamenti coerenti e ripetuti da parte di ogni escursionista.

La scelta giusta dipende dalla stagione

Il Menegazzi è una meta adatta a chi cerca una giornata panoramica nelle Pale di San Martino, con la possibilità di fermarsi alla Malga Cavallera o di proseguire verso altri collegamenti CAI. La combinazione più equilibrata, soprattutto per la prima visita, resta Sarasin, Pian Lonch e ritorno, lasciando le traversate più lunghe a chi conosce già l’ambiente.

In estate bastano una buona preparazione escursionistica e un equipaggiamento completo; in inverno servono valutazione nivologica, margine di tempo e competenze aggiuntive. Il vero valore di questo luogo sta nella sua semplicità, che richiede però rispetto, autonomia e la capacità di partire solo quando le condizioni sono davvero favorevoli.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il percorso parte da Sarasin, a circa 1.150 metri, e segue il sentiero CAI 720 fino a Pian Lonch, a 1.737 metri. Il dislivello è di circa 600 metri e l’uscita invernale richiede indicativamente 4-5 ore complessive, in base a neve, fondo e soste.

Da Sarasin si affronta una salita diretta al bivacco. Da Domadore si segue la strada forestale verso Malga Cavallera e si può creare un itinerario più articolato, abbinando il bivacco alla malga e alla Valle dei Molini.

Il Menegazzi è un bivacco pubblico e incustodito con cucina a legna, arredi essenziali e posti letto. Per il pernottamento servono sacco a pelo, materassino, lampada frontale e cibo; è prudente non dare per scontate acqua potabile, elettricità o stoviglie in buono stato.

In base al fondo possono servire ciaspole, bastoncini e ramponcini. Prima di partire bisogna controllare meteo e bollettino valanghe; con rischio valanghe, ARTVA, pala e sonda sono utili solo se accompagnati da formazione e capacità di valutare il pendio.

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Cristyn Ferrari

Cristyn Ferrari

Mi chiamo Cristyn Ferrari e ho cinque anni di esperienza nel campo del turismo sostenibile, della mobilità e dell'enogastronomia. La mia passione per questi temi è nata durante i miei viaggi, quando ho scoperto quanto sia importante viaggiare in modo responsabile e apprezzare le tradizioni culinarie locali. Scrivo per aiutare i lettori a comprendere le sfide e le opportunità che offre il turismo sostenibile, offrendo informazioni chiare e aggiornate. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che ciò che condivido sia utile e preciso. Mi piace semplificare argomenti complessi, rendendoli accessibili a tutti, e seguire le ultime tendenze per presentare un quadro completo e attuale. Condivido la mia esperienza e le mie conoscenze per ispirare un approccio consapevole e informato al viaggio e alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche.

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Commenti

1
GE

Genoveffa

Grazie per le dritte, molto utile!