Una passeggiata tra pascoli, muretti in pietra e curiose formazioni rocciose può trasformare una semplice escursione in Lessinia in una giornata davvero completa. Il Rifugio Lausen, oltre i 1.200 metri di quota, è una meta adatta sia a chi cerca un trekking accessibile sia a chi vuole proseguire verso itinerari più lunghi. Qui trovi i percorsi più interessanti, i tempi realistici, l’attrezzatura utile e i dettagli da controllare prima di partire.
La scelta giusta per vivere Lausen senza imprevisti
- Zona: il rifugio si trova nella Lessinia veronese, non nelle Dolomiti propriamente dette.
- Itinerario consigliato: da Camposilvano attraverso la suggestiva Valle delle Sfingi.
- Impegno: circa 9 km e 300-350 metri di dislivello per l’anello più conosciuto, con variazioni secondo la traccia.
- Periodo migliore: dalla tarda primavera all’autunno, verificando sempre apertura, meteo e condizioni del terreno.
- Da portare: scarponcini, acqua, protezione solare e una traccia offline del percorso.
Dove si trova e perché merita una visita
Il rifugio si trova nel territorio della Lessinia veronese, tra i comuni di Velo Veronese e Selva di Progno. La struttura nasce da una storica malga e conserva un carattere semplice, legato ai pascoli e alla tradizione rurale della montagna veneta.
La quota, indicata intorno ai 1.260 metri, regala ampi panorami sulla pianura Padana e sulle dorsali lessiniche. Non è una destinazione da scegliere per una lunga salita alpinistica, ma proprio questa accessibilità è il suo punto di forza: permette di combinare cammino, paesaggio e pausa gastronomica senza affrontare un itinerario sproporzionato.
Io lo considero una meta particolarmente riuscita per una gita di mezza giornata o di un giorno intero. La salita può essere tranquilla, ma il paesaggio non è banale, soprattutto quando il percorso attraversa la Valle delle Sfingi e i pascoli sommitali.

Il percorso più equilibrato parte dalla Valle delle Sfingi
Per chi visita la zona per la prima volta, il punto di partenza più interessante è Camposilvano. Dal parcheggio nei pressi del paese e del museo geopaleontologico si segue il percorso verso la Valle delle Sfingi, un’area caratterizzata da grandi blocchi di roccia modellati dall’erosione.
Le formazioni rocciose sono il vero elemento distintivo della camminata. Non si tratta soltanto di un tratto panoramico, perché la valle rende il trekking più vario e offre un motivo concreto per rallentare, osservare e coinvolgere anche i bambini.
Tempi e caratteristiche dell’anello
Per il giro completo si possono considerare circa 9 km e un dislivello positivo nell’ordine dei 300-350 metri. Il tempo effettivo varia molto: un escursionista allenato può arrivare al rifugio in circa un’ora, mentre una famiglia con bambini dovrebbe prevedere più tempo per le soste nella valle.
| Elemento | Indicazione pratica |
|---|---|
| Partenza | Camposilvano, area del parcheggio vicino al paese |
| Punto d’interesse | Valle delle Sfingi |
| Distanza dell’anello | Circa 9 km, secondo la variante scelta |
| Dislivello | Indicativamente 300-350 metri |
| Durata | Da 3 a 5 ore con pause e visita al rifugio |
Dalla valle si prosegue verso Malga Buse di Sotto e Malga Buse di Sopra, quindi lungo la dorsale del Sengio Rosso. Il tratto tra pascoli, strade bianche e muretti in pietra è semplice da seguire in condizioni normali, ma non va affrontato senza una cartina o una traccia GPX offline: alcuni incroci possono creare confusione, soprattutto con nebbia o scarsa visibilità.
Le alternative per chi vuole camminare più a lungo
La salita da Camposilvano è la soluzione più equilibrata, ma non è l’unica. La zona offre collegamenti con altri punti della Lessinia e consente di costruire percorsi ad anello di diversa lunghezza.
Da Giazza lungo i sentieri della Lessinia
Partendo da Giazza si affronta un itinerario più lungo e con un carattere più escursionistico. Il percorso attraversa valli boscose e zone di pascolo, passando per aree come la Valle dei Molinari e la Valle delle Ortiche prima di raggiungere il rifugio.
Questa opzione ha senso per chi cerca una giornata di trekking completa, non per chi vuole semplicemente raggiungere la struttura per pranzo. Prima di sceglierla controllerei bene dislivello, lunghezza e rientro, perché la difficoltà percepita cresce rapidamente quando si sommano andata e ritorno.
Da Malga San Giorgio e dalla dorsale
Un’altra possibilità consiste nel collegare il Lausen con Malga San Giorgio, Roverè Veronese o altri punti della dorsale lessinica. Sono itinerari interessanti per chi preferisce camminare in quota e ridurre i tratti di salita continua.
| Partenza | A chi la consiglio | Attenzione a |
|---|---|---|
| Camposilvano | Famiglie, principianti e prima visita | Incroci e fondo irregolare nella valle |
| Giazza | Escursionisti abituati a percorsi più lunghi | Dislivello, durata e rientro |
| Malga San Giorgio | Chi vuole esplorare la dorsale | Orientamento e condizioni dei pascoli |
Il mio consiglio è di non scegliere il percorso solo in base alla distanza sulla mappa. In Lessinia contano molto fango, cancelli, fondo erboso e visibilità: un anello breve può richiedere più tempo del previsto se il terreno è bagnato o se si seguono varianti non ben segnalate.
Quando andare e cosa mettere nello zaino
Il periodo più semplice va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. In estate i pascoli sono piacevoli e le giornate lunghe, ma il sole può essere intenso e l’ombra non è continua. In primavera e in autunno il paesaggio è spesso più silenzioso, mentre il terreno può diventare scivoloso dopo la pioggia.
In inverno il rifugio può essere raggiungibile anche con ciaspole o scarponi adatti, ma non bisogna dare per scontata l’apertura né la praticabilità delle strade. Prima di partire verificherei sempre orari, disponibilità del servizio di ristoro e condizioni meteorologiche.
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Un equipaggiamento semplice ma completo
- Scarponcini con suola scolpita, preferibili alle scarpe da ginnastica.
- Acqua e uno spuntino, anche se si prevede di mangiare al rifugio.
- Giacca impermeabile e uno strato caldo, perché il vento in quota può sorprendere.
- Telefono con cartografia offline e batteria sufficiente.
- Protezione solare, cappello e occhiali, soprattutto nei tratti aperti.
- Bastoncini, utili quando il fondo è umido o la discesa è sconnessa.
Non sottovaluterei nemmeno le calzature dei bambini. Il percorso può sembrare facile sulla carta, ma tra sassi, erba bagnata e brevi tratti cementati una scarpa stabile fa una differenza concreta nel comfort e nella sicurezza.
Ristoro, ospitalità e rispetto del territorio
Il valore della struttura non sta soltanto nella possibilità di fermarsi a mangiare. La malga rifugio rappresenta un punto di incontro tra turismo lento, cultura dei pascoli e cucina locale. Dopo una camminata, piatti semplici e prodotti del territorio hanno un significato diverso rispetto a un pasto consumato senza aver attraversato il paesaggio che li produce.
Il Lausen dispone inoltre di servizi pensati per chi arriva in modo attivo, come uno spazio per biciclette e un punto di ricarica per e-bike. Sono dettagli interessanti per una mobilità più sostenibile, ma non cambiano la regola principale: conviene contattare la struttura in anticipo per verificare cosa è effettivamente disponibile nel giorno della visita.
La zona è adatta anche a chi vuole unire trekking ed enogastronomia, purché la pausa non diventi l’unico obiettivo. Io preferisco prenotare quando possibile, portare comunque una piccola riserva alimentare e lasciare il luogo esattamente come l’ho trovato, senza rifiuti né scorciatoie sui pascoli.
Il modo migliore per vivere una giornata a Lausen
Per una prima escursione sceglierei l’anello da Camposilvano, partendo al mattino e lasciando tempo alla Valle delle Sfingi. È il compromesso migliore tra interesse naturalistico, impegno fisico e semplicità logistica.
Per un itinerario più ambizioso punterei invece su Giazza o su un collegamento lungo la dorsale, ma solo con una traccia verificata e un margine di tempo sufficiente per il rientro. La montagna premia chi programma con elasticità: se il meteo peggiora, accorciare il giro è una scelta intelligente, non una rinuncia.
Lausen dà il meglio quando lo si considera non come una semplice destinazione da raggiungere, ma come una tappa di un paesaggio più ampio. Camminare con calma, sostenere le realtà locali e rispettare pascoli e sentieri rende l’esperienza più piacevole e aiuta a conservare la Lessinia per chi arriverà dopo di noi.