Tra mare e montagne, la Liguria offre percorsi molto diversi tra loro: brevi passeggiate panoramiche, sentieri costieri con scalinate impegnative e traversate di più giorni nell’entroterra. In questa guida raccolgo gli itinerari più interessanti, il livello di difficoltà, il periodo migliore, l’attrezzatura indispensabile e le scelte più sostenibili per vivere il trekking in Liguria senza improvvisare.
La Liguria permette di passare in pochi chilometri dal borgo marinaro all’alta montagna
- Per iniziare, scegli sentieri brevi nel Parco di Portofino o nell’entroterra di Genova.
- Per i panorami sul mare, Cinque Terre e Golfo del Tigullio sono tra le zone più spettacolari.
- Per più giorni, l’Alta Via dei Monti Liguri supera i 400 km e comprende 43 tappe.
- La difficoltà reale dipende soprattutto da dislivello, scalinate, fondo irregolare e caldo.
- Prima di partire, controlla sempre aperture, allerte meteo e condizioni aggiornate dei sentieri.

Quale zona scegliere per il trekking in Liguria
La prima decisione non riguarda la forma fisica, ma il tipo di esperienza che desideri. La costa offre panorami immediati e collegamenti ferroviari comodi, mentre l’entroterra regala più silenzio, boschi e percorsi lunghi. Io considero la Liguria una delle poche regioni italiane in cui si può organizzare una giornata molto varia senza usare continuamente l’auto.
| Zona | Ideale per | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Cinque Terre | Panorami costieri e borghi | Scalinate, tratti affollati, sentieri soggetti a chiusure |
| Portofino e Tigullio | Escursioni di una giornata | Rete di sentieri, boschi, falesie e baie |
| Alta Via dei Monti Liguri | Traversate e più giorni | Dorsale montana, tappe flessibili, ambiente più selvaggio |
| Alpi Liguri | Escursionisti allenati | Quote elevate, dislivelli importanti e tratti isolati |
Per una prima uscita consiglio di evitare l’idea che il sentiero più famoso sia automaticamente il migliore. Un percorso meno noto, raggiungibile in treno e con un dislivello gestibile, spesso permette di camminare meglio e di godersi il paesaggio senza la pressione della folla.
I percorsi più belli per una prima esperienza
Cinque Terre tra vigneti e scalinate
Il tratto costiero delle Cinque Terre è perfetto per chi cerca una combinazione di mare, terrazzamenti e borghi storici. Non è però una semplice passeggiata sul lungomare: molte sezioni presentano scalini irregolari e fondo sconnesso, quindi anche pochi chilometri possono richiedere più energia del previsto.
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre classifica i percorsi in base alla difficoltà e pubblica gli aggiornamenti sulla percorribilità. Al 10 settembre 2026 risultava chiuso il tratto del Sentiero Verde Azzurro tra Corniglia, Vernazza e Monterosso in attesa di verifiche geologiche. Per questo controllo sempre lo stato ufficiale il giorno stesso, soprattutto dopo piogge intense.
Portofino e San Fruttuoso
Il promontorio di Portofino offre circa 80 km di sentieri segnati in un’area relativamente compatta. È una scelta molto pratica per chi vuole alternare cammino, panorama e trasporto pubblico, arrivando in treno a Camogli o Santa Margherita Ligure e proseguendo a piedi o in autobus.
I percorsi verso San Fruttuoso sono suggestivi, ma non vanno trattati come passeggiate urbane. Il fondo può diventare scivoloso e alcuni passaggi richiedono passo sicuro. L’itinerario da Portofino a Punta del Giasso, per esempio, misura circa 1,6 km a tratta, con 180 metri di dislivello e una difficoltà indicata per escursionisti esperti.
Alta Via dei Monti Liguri
Chi desidera un trekking più strutturato può seguire l’Alta Via dei Monti Liguri, una lunga dorsale di oltre 400 km e 43 tappe tra Ventimiglia e Ceparana. Non è necessario affrontarla tutta: il suo vantaggio sta proprio nella possibilità di scegliere singole tappe, collegamenti e varianti in base al tempo disponibile.
Il segnavia rosso-bianco-rosso con la sigla AV aiuta a riconoscere il percorso, ma non sostituisce una traccia aggiornata e una cartografia affidabile. In quota cambiano rapidamente temperatura, visibilità e disponibilità di acqua, quindi considero questa scelta adatta a chi ha già un minimo di esperienza nell’organizzazione di escursioni.
Come valutare difficoltà, tempi e dislivello
In Liguria la distanza inganna. Un itinerario di 6 km con molte scale, terreno sassoso e continui saliscendi può risultare più faticoso di un percorso pianeggiante lungo il doppio. Io guardo sempre tre dati insieme: dislivello positivo, tempo totale e qualità del fondo.
| Livello | Indicazione pratica | Preparazione consigliata |
|---|---|---|
| Facile | Fino a 2-3 ore, dislivello contenuto, fondo regolare | Scarpe da trekking leggere e acqua |
| Medio | 3-5 ore, scalinate o dislivello tra 300 e 600 m | Allenamento di base e passo stabile |
| Impegnativo | Oltre 5 ore, dislivello elevato o tratti esposti | Esperienza, cartografia e piano alternativo |
Le classificazioni ufficiali aiutano, ma non raccontano tutto. Dopo un temporale, lo stesso sentiero può diventare molto più lento; in estate, il caldo sulle scalinate esposte può pesare più della pendenza. Programmo quindi il rientro con almeno un’ora di margine, soprattutto quando dipendo dall’ultimo treno o da un battello.
Quando partire e cosa mettere nello zaino
La primavera e l’autunno sono in genere i periodi più equilibrati per camminare lungo la costa. In estate preferisco partire presto, scegliere versanti boscosi e non affrontare le sezioni più esposte nelle ore centrali. L’inverno può essere piacevole a bassa quota, ma sulle dorsali interne il vento e le condizioni del fondo cambiano rapidamente.
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L’equipaggiamento che fa davvero la differenza
- Scarponcini o scarpe da trekking con suola scolpita, soprattutto sulle pietre umide.
- Acqua sufficiente per tutta la tratta, senza dare per scontate fontane o bar aperti.
- Giacca impermeabile, anche nelle giornate apparentemente stabili.
- Cappello, crema solare e occhiali per i tratti costieri privi di ombra.
- Telefono carico e mappa offline, perché la copertura può essere discontinua.
- Kit minimo di primo soccorso con cerotti per vesciche e benda elastica.
Bastoncini telescopici possono aiutare nelle discese, ma non risolvono una scelta sbagliata del percorso. Eviterei anche le scarpe da ginnastica con suola liscia: sulle lastre di pietra bagnate danno una falsa sensazione di sicurezza e diventano il punto debole dell’escursione.
Come organizzare una giornata sostenibile
La rete ferroviaria è uno dei grandi vantaggi della Liguria. Per le Cinque Terre conviene spesso arrivare in treno e muoversi tra i paesi senza auto; per Portofino si possono utilizzare le stazioni di Camogli o Santa Margherita Ligure, collegate poi con autobus, sentieri o battelli in base alla stagione.
La mobilità sostenibile non significa solo lasciare l’auto a casa. Significa anche scegliere un itinerario compatibile con gli orari dei mezzi, evitare di concentrare tutti i visitatori sugli stessi tratti e distribuire la spesa nei piccoli borghi. Io porto una borraccia, compro quando possibile da produttori locali e non lascio rifiuti, nemmeno quelli biodegradabili.
Per ridurre l’impatto, cammino sui sentieri segnati, non attraverso i muretti a secco e rispetto le aree coltivate. Nei tratti più frequentati tengo libero il passaggio e mi fermo lontano dagli incroci: sono attenzioni semplici, ma migliorano l’esperienza di tutti.
Gli errori che trasformano una bella escursione in una giornata difficile
Il primo errore è scegliere l’itinerario solo dalla fotografia panoramica. Il secondo è sottovalutare il rientro: molte persone calcolano il tempo per raggiungere il punto più bello e dimenticano che devono ancora tornare alla stazione, affrontando magari la parte più ripida con le gambe stanche.
- Partire senza controllare le chiusure, soprattutto alle Cinque Terre e dopo il maltempo.
- Confondere distanza e difficoltà, ignorando dislivello e scalinate.
- Portare poca acqua perché il mare fa pensare a un clima fresco.
- Affidarsi soltanto al navigatore, che può proporre deviazioni non adatte ai pedoni.
- Indossare scarpe inadatte su pietra, fango e tratti inclinati.
- Non avere un piano B in caso di pioggia, ritardo o collegamento saltato.
Se il meteo peggiora, non considero una rinuncia una sconfitta. Un sentiero costiero bagnato, con scalini lisci e visibilità ridotta, non merita il rischio per una fotografia. Meglio sostituire l’escursione con una passeggiata breve in paese e tornare sul percorso in condizioni migliori.
La Liguria da camminare con il ritmo giusto
Per iniziare sceglierei un itinerario di mezza giornata, raggiungibile con i mezzi pubblici e con un dislivello che conosci già. Dopo una o due uscite puoi passare a percorsi più lunghi, magari collegando cammino, treno e una sosta gastronomica in un borgo dell’entroterra.
La parte più bella del trekking ligure, secondo me, non è accumulare chilometri. È imparare a leggere il paesaggio, dai terrazzamenti coltivati ai boschi dell’Alta Via, lasciando spazio a incontri, pause e deviazioni ragionate. Con scarpe adatte, informazioni aggiornate e un programma realistico, la Liguria diventa una destinazione escursionistica completa e sorprendentemente varia.