Un trekking può cominciare tra i boschi dell’Oltrepò Pavese e finire davanti al mare, oppure seguire una vecchia strada militare sospesa tra le Alpi e la Liguria. L’espressione via del sale raccoglie infatti itinerari storici diversi, accomunati dal trasporto del sale verso le zone interne. Qui metto ordine tra i percorsi più noti, indicando distanze, difficoltà, periodo consigliato, acqua, pernottamenti e attrezzatura.
Due percorsi storici portano dal sale ai paesaggi di montagna e di mare
- Due itinerari principali: Varzi-Portofino e Limone-Monesi non sono lo stesso percorso.
- Il cammino appenninico misura circa 90 km e richiede normalmente 3 o 4 giorni.
- L’itinerario alpino si sviluppa tra 1.800 e 2.100 metri su una strada militare sterrata.
- La difficoltà tecnica resta generalmente escursionistica, ma lunghezza, dislivello e acqua scarsa richiedono preparazione.
- Per un’esperienza più tranquilla conviene scegliere periodi non troppo caldi e verificare sempre le ordinanze locali.

Prima di partire bisogna distinguere i due tracciati
Il nome identifica più vie storiche usate nei secoli per collegare la costa ligure con l’entroterra. Il sale, indispensabile per conservare gli alimenti e lavorare le pelli, viaggiava lungo mulattiere e crinali oggi trasformati in itinerari escursionistici. Per questo motivo cercare una sola “Via del Sale” può creare confusione.
| Percorso | Distanza e quota | Impegno | Paesaggio |
|---|---|---|---|
| Varzi-Portofino | Circa 90 km, dal pavese al Golfo del Tigullio | 3-4 giorni, difficoltà tecnica E ma impegno fisico prolungato | Crinali appenninici, borghi, boschi e mare |
| Limone-Monesi | Circa 30 km sul tracciato principale, tra 1.800 e 2.100 metri | Escursione alpina su strada sterrata, con varianti e collegamenti | Fortificazioni, paesaggi carsici, pascoli e panorami sulle Alpi Marittime |
Io sceglierei il primo itinerario per un vero cammino a tappe, con la soddisfazione di attraversare territori diversi fino alla costa. Il secondo è più adatto a chi cerca alta montagna, panorami aperti e memoria militare, accettando però maggiore esposizione al vento e condizioni meteorologiche più rapide a cambiare.
Dal pavese al mare in tre o quattro giornate
Il percorso parte da Varzi, in provincia di Pavia, e risale l’Appennino attraverso mulattiere, strade forestali e tratti di crinale. Il punto più alto è il Monte Chiappo, a circa 1.699 metri, mentre la discesa verso la Liguria conduce nell’area del Monte Antola e poi verso Sori, Recco o Portofino, a seconda della variante scelta.
La suddivisione classica prevede quattro tappe, ma escursionisti allenati possono ridurle a tre. Le singole giornate superano spesso 20 km e 8 ore di cammino: sulla carta il percorso è classificato come escursionistico, ma la fatica accumulata è più importante della difficoltà tecnica dei sentieri.
Che cosa si incontra lungo il cammino
La prima parte attraversa l’Alta Valle Staffora e porta gradualmente verso i crinali. Borghi piccoli, pascoli e boschi lasciano spazio a panorami più ampi man mano che si sale. Il passaggio dal paesaggio padano a quello ligure è il vero punto di forza del trekking, perché ogni giornata cambia luce, vegetazione e temperatura.
In prossimità della costa il sentiero prende spesso il nome di Via del Mare e offre diverse conclusioni. Sori e Recco sono opzioni più semplici dal punto di vista logistico, mentre Portofino regala un finale più scenografico, ma anche più affollato nei periodi di alta stagione.
Acqua e pernottamenti richiedono pianificazione
La disponibilità di fonti non è continua, soprattutto sui tratti di crinale. Io partirei con almeno 2 litri d’acqua a persona, aumentando la scorta nelle giornate calde e controllando in anticipo quali fontane siano effettivamente potabili e funzionanti.
Rifugi, B&B e strutture nei piccoli centri permettono di viaggiare con uno zaino più leggero, ma è prudente prenotare soprattutto nei fine settimana. La tenda offre maggiore flessibilità, tuttavia bivacco e campeggio non sono automaticamente consentiti: bisogna rispettare le regole comunali e quelle delle aree protette.
L’alta quota tra Limone e Monesi ha un altro carattere
Tra Limone Piemonte e Monesi di Triora il tracciato segue una strada bianca ex militare costruita lungo il confine alpino. Il percorso principale misura circa 30 km secondo il portale ufficiale, mentre alcune schede locali indicano distanze maggiori includendo accessi e varianti. Per organizzare il trekking conviene quindi usare la traccia aggiornata dell’itinerario scelto, senza affidarsi soltanto al nome della strada.
Il fondo è sterrato e in alcuni punti la carreggiata è stretta, con poca o nessuna protezione verso valle. La strada è percorsa anche da biciclette e mezzi motorizzati, quindi non va immaginata come un sentiero esclusivamente pedonale. Martedì e giovedì, nella stagione 2026, il traffico motorizzato è previsto in chiusura, una condizione interessante per chi desidera camminare con maggiore tranquillità.
Stagione e accessi nel 2026
Il transito motorizzato è indicato, salvo variazioni, dal terzo sabato di giugno alla terza domenica di ottobre. Gli orari cambiano tra estate e autunno e possono essere modificati per neve, pioggia intensa, frane o altri problemi di sicurezza. Per i pedoni l’accessibilità può seguire disposizioni diverse, perciò va controllata prima della partenza.
Nel 2026 il ticket comunicato per l’accesso dalla porta di Limone è di 20 euro per auto o fuoristrada, 15 euro per moto e 1 euro per bici o e-bike. Chi cammina non deve confondere il mancato pagamento del pedaggio con un accesso privo di regole: restano fondamentali ordinanze, chiusure temporanee e indicazioni dei gestori.
Il tratto alpino è particolarmente suggestivo nei pressi delle Carsene, del Bosco delle Navette e delle fortificazioni storiche. A mio avviso è più interessante viverlo lentamente, scegliendo una sola sezione e dedicando tempo alle deviazioni panoramiche, invece di percorrere tutto il tracciato in fretta.
Quando partire e come organizzare il trekking
La scelta del periodo cambia molto tra Appennino e Alpi. Il caldo estivo pesa soprattutto sui tratti scoperti e sulle giornate lunghe del percorso da Varzi, mentre sulle quote alpine la neve può rendere impraticabili alcuni passaggi fino a stagione inoltrata.
| Periodo | Varzi-Portofino | Limone-Monesi |
|---|---|---|
| Aprile-maggio | Buono per temperature miti, ma possibile fango dopo le piogge | Spesso ancora condizionato da neve e chiusure in quota |
| Giugno-luglio | Paesaggi verdi, ma serve molta acqua nelle giornate calde | Periodo interessante dopo lo scioglimento della neve, con meteo da controllare |
| Agosto | Più caldo e più affollato nei punti costieri | Buona accessibilità, ma maggiore presenza di veicoli e ciclisti |
| Settembre-ottobre | Ottimo compromesso tra clima, colori e affollamento | Panorami limpidi, ma giornate più brevi e chiusure possibili |
Per il cammino appenninico consiglierei fine primavera o inizio autunno. Per il percorso alpino sceglierei una data con margine, evitando di fissare tappe rigide quando le previsioni annunciano temporali, nebbia o vento forte.
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Il ritmo giusto conta più della velocità
Un errore frequente è calcolare la giornata solo sui chilometri. Su crinali e salite brevi ma ripetute, 20 km possono richiedere molto più tempo del previsto. Meglio considerare 8 ore effettive di cammino, pause, rifornimenti e un margine per gli imprevisti.
Prima di partire scaricherei la mappa offline e la traccia GPX, senza dipendere dalla copertura telefonica. Il GPS aiuta, ma non sostituisce cartina, batteria di riserva e capacità di riconoscere i segnavia quando una strada forestale si divide in più direzioni.
Zaino leggero, acqua e rispetto del territorio
Per il percorso appenninico servono scarponi o scarpe da trekking con buona aderenza, soprattutto nelle discese su fondo irregolare. Sul tracciato alpino aggiungerei abbigliamento antivento, guanti leggeri e un guscio impermeabile anche in piena estate, perché a 2.000 metri il tempo può cambiare in pochi minuti.
- Acqua: almeno 2 litri, con una riserva aggiuntiva nei giorni caldi.
- Navigazione: mappa offline, traccia GPX, power bank e una cartina cartacea.
- Protezione: crema solare, occhiali, cappello e giacca impermeabile.
- Sicurezza: kit di primo soccorso, lampada frontale e numero di emergenza 112.
- Cibo: pranzo energetico e scorte per i tratti senza punti di ristoro.
Il viaggio può diventare anche un’occasione per sostenere i piccoli borghi. Acquistare pane, formaggi e prodotti locali, mangiare in una trattoria di valle e prenotare strutture familiari distribuisce valore lungo il percorso senza aggiungere peso allo zaino.
La regola più semplice resta quella che funziona meglio: non lasciare rifiuti, non raccogliere piante, non disturbare la fauna e restare sui sentieri segnati. Nelle aree protette bisogna inoltre verificare le regole per i cani, il fuoco e il pernottamento all’aperto.
Il modo migliore per vivere una strada nata dal commercio
Chi vuole un cammino completo, con tappe, borghi e arrivo al mare, dovrebbe scegliere Varzi-Portofino e prevedere almeno quattro giornate se non ha già una buona preparazione. Chi preferisce una traversata più breve, aspra e panoramica troverà nell’itinerario tra Limone e Monesi un’esperienza alpina intensa, da affrontare con attenzione alle condizioni di accesso.
In entrambi i casi, la parte più importante non è inseguire una distanza precisa, ma lasciare spazio al territorio. Una partenza presto, una sosta in un paese e una deviazione scelta con criterio rendono il trekking più sicuro, più sostenibile e molto più memorabile.